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Erlangen ospita una conferenza sul Sahara Occidentale e il colonialismo in Africa



Erlangen (Germania), 20 gennaio 2026 – La sede centrale del Partito della Sinistra (Die Linke) nella città tedesca di Erlangen ha ospitato sabato 17 gennaio una conferenza dedicata al colonialismo in Africa, con particolare attenzione alla questione del Sahara Occidentale come caso emblematico di decolonizzazione incompiuta.

L’incontro è stato moderato da Mohamed Aba Dakhil, rappresentante del Fronte Polisario in Sassonia e Baviera, che ha illustrato le radici storiche del conflitto e la realtà coloniale imposta al Sahara Occidentale sin dalle sue origini, soffermandosi in particolare sull’occupazione marocchina illegale dei territori della Repubblica Araba Saharawi Democratica.

Nel suo intervento, il diplomatico saharawi ha denunciato le politiche dell’autorità di occupazione marocchina nei territori occupati, evidenziando il saccheggio sistematico delle risorse naturali in collusione con imprese internazionali ed europee. Tra queste, sono state menzionate anche aziende tedesche, come Siemens Energy e Heidelberg Materials, accusate di contribuire al prolungamento del conflitto e all’aggravarsi delle sofferenze del popolo saharawi, in palese contraddizione con le sentenze della Corte di giustizia dell’Unione Europea, inclusa quella emessa il 4 ottobre.

La conferenza ha inoltre analizzato la recente Risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, nonché il ruolo di alcuni Paesi europei, in particolare Francia e Spagna, nel bloccare una soluzione giusta e definitiva del conflitto, affrontando anche la posizione assunta dalla Repubblica Federale di Germania sulla questione nazionale saharawi.

Un’ampia parte dell’intervento è stata dedicata alla situazione dei diritti umani nelle città saharawi occupate e alle sofferenze del popolo saharawi in esilio e nella diaspora, conseguenza diretta di un conflitto che si protrae da decenni.

Al termine della conferenza è stato proiettato un documentario sulla causa nazionale saharawi e sulla lotta del popolo saharawi per la libertà e l’indipendenza.

L’iniziativa ha registrato una partecipazione e un’interazione significative, con la presenza di rappresentanti del Partito della Sinistra locale, tra cui Hana Banka, membro del consiglio distrettuale, e Lucas, consigliere comunale e membro del comitato locale del sindacato dei Verdi. Il dibattito e le numerose domande del pubblico hanno contribuito a rafforzare la consapevolezza sul contesto storico, politico e umanitario del conflitto saharawi


Concluse a Heidelberg le giornate di studio sulla lotta di liberazione del popolo saharawi:

Si sono concluse nella città tedesca di Heidelberg le giornate di studio dedicate alla lotta di liberazione del popolo saharawi, organizzate dal Movimento tedesco di solidarietà con il popolo saharawi sotto il titolo “Visioni future sulla questione saharawi”.

Il seminario politico e intellettuale, della durata di tre giorni, ha rappresentato un’importante occasione di confronto sugli sviluppi della questione del Sahara Occidentale, alla luce della persistente occupazione marocchina di parte del territorio e del processo di decolonizzazione bloccato, formalmente supervisionato dalle Nazioni Unite da oltre quattro decenni.

Alle giornate di studio hanno partecipato accademici e ricercatori europei, insieme ad attivisti per i diritti umani, giornalisti e artisti saharawi, che hanno ribadito la centralità della questione saharawi come problema di decolonizzazione non ancora risolto, in conformità con le risoluzioni e i principi del diritto internazionale.

Il programma del simposio ha affrontato numerosi temi chiave, tra cui:

- l’evoluzione storica del conflitto a partire dal ritiro del colonialismo spagnolo nel 1975;

- le diverse forme di resistenza politica, civile e armata del popolo saharawi;

- la situazione dei diritti umani nei territori occupati, caratterizzata da violazioni sistematiche, repressione dei civili, limitazioni alla libertà di espressione e ostacoli al lavoro dei media indipendenti.

Ampio spazio è stato inoltre dedicato alla questione del saccheggio delle risorse naturali del Sahara Occidentale, in particolare fosfati, risorse ittiche, prodotti agricoli ed energie rinnovabili. In questo contesto è stato denunciato il ruolo complice di alcune aziende tedesche, coinvolte nello sfruttamento illegale delle risorse saharawi, in violazione del diritto internazionale e delle sentenze della Corte di giustizia dell’Unione Europea.

Le sessioni hanno anche analizzato le condizioni di vita dei rifugiati saharawi nei campi profughi, le sfide legate a oltre quarant’anni di esilio forzato e l’impatto del cambiamento climatico sulle popolazioni rifugiate, sottolineando al contempo la resilienza del popolo saharawi e la sua ferma adesione al diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza.

Particolarmente significativi sono stati gli interventi di attivisti e giornalisti saharawi, che hanno raccontato in prima persona la realtà dell’occupazione, la repressione, la discriminazione e il blocco mediatico imposto ai territori occupati, invitando la comunità internazionale – e in particolare l’Unione Europea – ad assumersi le proprie responsabilità legali e morali.

In conclusione, i partecipanti hanno organizzato una manifestazione di protesta davanti alla sede centrale di Heidelberg Materials, azienda tedesca nota per le sue attività controverse nel Sahara Occidentale occupato. L’impresa è tra le principali compagnie coinvolte nella produzione di cemento e materiali da costruzione nei territori occupati, contribuendo al consolidamento della politica di colonizzazione marocchina e al tentativo di alterare la struttura demografica del territorio, in flagrante violazione del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario






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