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CONASADH condanna il divieto d’ingresso a una delegazione spagnola nei territori saharawi occupati



Campi profughi saharawi, 16 gennaio 2026 – La Commissione nazionale saharawi per i diritti umani (CONASADH) ha fermamente condannato la decisione delle autorità di occupazione marocchine di impedire a una delegazione spagnola di entrare nei territori occupati del Sahara occidentale, definendola un evidente tentativo di isolare l’area da qualsiasi forma di monitoraggio internazionale indipendente.

In una dichiarazione ufficiale, la CONASADH ha espresso piena solidarietà ai membri della delegazione spagnola, denunciando l’ingiustificata misura che ha impedito loro di completare la visita e di accedere alle città saharawi sotto occupazione.

La Commissione ha inoltre richiamato l’attenzione sulla prassi sistematica e impunita dello Stato occupante marocchino di espellere o impedire l’ingresso a osservatori internazionali, parlamentari, giornalisti e attivisti nei territori occupati della Repubblica Saharawi. Secondo la CONASADH, tale politica mira a occultare una repressione persistente che colpisce i cittadini saharawi impegnati nella rivendicazione della libertà, del diritto alla vita e dell’indipendenza.

Nel documento si esprime una dura critica al silenzio della Commissione europea e del governo spagnolo, indicati come corresponsabili storici dell’occupazione, per aver abdicato alle proprie responsabilità legali e morali nei confronti del popolo saharawi.

La CONASADH ha quindi rivolto un appello alla comunità internazionale — in particolare al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, al Consiglio per i Diritti Umani, all’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, al Comitato Internazionale della Croce Rossa e al Parlamento europeo — affinché adottino misure urgenti e concrete per garantire il rispetto dei diritti umani nei territori occupati del Sahara occidentale.

Tra le richieste avanzate figura l’istituzione di un meccanismo indipendente delle Nazioni Unite incaricato di monitorare e riferire sulla situazione dei diritti umani nel Sahara occidentale, nonché l’apertura dei territori occupati a parlamentari, osservatori internazionali, organizzazioni per i diritti umani e media.

Infine, la Commissione ha rinnovato l’appello al Comitato Internazionale della Croce Rossa affinché assuma pienamente le proprie responsabilità previste dai mandati legali, esercitando pressioni sullo Stato marocchino per il rispetto dei diritti umani, il rilascio immediato e incondizionato di tutti i prigionieri politici saharawi e la rivelazione della sorte di oltre 400 saharawi scomparsi.

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