New York, 11 ottobre 2025 – Nel corso dei lavori della Quarta Commissione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dedicata ai processi di decolonizzazione, l’onorevole Stefano Vaccari, deputato del Partito Democratico e rappresentante dell’Intergruppo Parlamentare di Amicizia con il Popolo Saharawi, ha pronunciato il 10 ottobre un intervento di grande rilievo politico e morale in difesa del diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione.
Nel suo discorso, Vaccari ha ricordato come l’ottobre 2025 segni due anniversari di particolare importanza:
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gli 80 anni dalla fondazione delle Nazioni Unite, baluardo di pace e cooperazione tra i popoli;
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e i 50 anni dall’occupazione del Sahara Occidentale da parte del Marocco, iniziata nel 1975 con la “Marcia Verde”.
“Questa aggressione – ha dichiarato Vaccari – nega il diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione e rappresenta una violazione grave e persistente del diritto internazionale. Mettere fine a questa occupazione è oggi una prova decisiva della credibilità dell’ONU e della comunità internazionale.”
Il diritto internazionale e la responsabilità delle Nazioni Unite:
Vaccari ha ricordato che dal 1963, anno in cui il Sahara Occidentale fu inserito nella lista dei territori non autonomi, l’Assemblea Generale dell’ONU ha costantemente riaffermato il diritto inalienabile del popolo saharawi all’indipendenza, in conformità con la Risoluzione 1514.
“Il Marocco – ha ribadito – non ha mai esercitato, né ieri né oggi, alcuna sovranità sul Sahara Occidentale: la sua presenza resta un’occupazione illegale.”
Tra i numerosi atti che confermano questa posizione, Vaccari ha citato la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 4 ottobre 2024, che ha stabilito in modo inequivocabile che il Sahara Occidentale è distinto dal Marocco e che solo il popolo saharawi può decidere del proprio territorio e delle proprie risorse naturali.
Cinquant’anni di occupazione e una crisi umanitaria dimenticata:
Nonostante le chiare risoluzioni delle Nazioni Unite, Vaccari ha denunciato come da mezzo secolo il Marocco disattenda i propri impegni, ostacolando il referendum di autodeterminazione, violando il cessate il fuoco del 1991 e riaccendendo il conflitto nel 2020.
Parallelamente, nei campi profughi di Tindouf, una recente indagine dell’UNHCR ha registrato un drammatico peggioramento delle condizioni nutrizionali, in particolare tra donne e bambini, anche a causa dei tagli ai finanziamenti internazionali destinati agli aiuti umanitari.
“Nonostante tutto – ha aggiunto Vaccari – il Marocco continua a imporre con la forza la sua presenza, coinvolgendo attori terzi e promuovendo una proposta colonialista che mira a impedire la decolonizzazione del Sahara Occidentale.”
L’impegno dell’Italia e il dialogo con le Nazioni Unite:
L’Ambasciatore Massari ha confermato la posizione italiana di pieno sostegno al lavoro di Staffan De Mistura e all’impegno dell’ONU per una soluzione giusta e duratura.
Durante la visita, Vaccari – accompagnato dal giornalista Giampaolo Pioli, corrispondente del Quotidiano Nazionale – ha visitato il Palazzo di Vetro, le sale del Consiglio di Sicurezza e dell’Assemblea Generale, luoghi simbolo in cui si decide del destino dei popoli e della pace mondiale.
La voce della società civile italiana alla Quarta Commissione:
Favilli ha ricordato l’impegno costante delle organizzazioni italiane nei campi profughi e nei territori liberati, in particolare il progetto “Piccoli Ambasciatori di Pace”, che ogni estate permette a centinaia di bambini saharawi di trascorrere due mesi in Italia, accolti da famiglie, associazioni e amministrazioni comunali.
“Nell’estate 2025 abbiamo accolto 123 bambini e 25 accompagnatori in 44 giorni di attività, coinvolgendo oltre 200 comuni e più di 2000 volontari. In questi bambini vive la speranza di un futuro libero e dignitoso: non possiamo abbandonarli.”
Favilli ha infine chiesto che la MINURSO venga finalmente dotata di un mandato per il monitoraggio dei diritti umani, denunciando le continue violazioni nei territori occupati.
“Possiamo restare umani se non guardiamo ciò che accade intorno a noi? Non possiamo abbandonare questo popolo, né i suoi bambini.”
Un impegno condiviso per la pace e la libertà:
La partecipazione congiunta dell’Italia e della società civile ai lavori della Quarta Commissione delle Nazioni Unite rappresenta un segnale concreto di solidarietà e cooperazione verso il popolo saharawi.
