New York, 26 febbraio 2026 – Le Nazioni Unite hanno accolto con favore i recenti sviluppi nei colloqui sul Sahara Occidentale, definendoli “incoraggianti”, ma hanno sottolineato che resta ancora molto lavoro da fare per garantire il diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi.
Nel corso di una conferenza stampa a New York, il portavoce del Segretario generale dell’ONU, Stéphane Dujarric, ha riferito che gli incontri svoltisi il 23 e 24 febbraio a Washington si sono tenuti “in stretta collaborazione con gli Stati Uniti” e si sono concentrati sull’attuazione della Risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza.
Colloqui basati sulla Risoluzione 2797:
Secondo quanto dichiarato dal portavoce, i negoziati hanno dato luogo a discussioni approfondite, in larga parte fondate sulla proposta avanzata dal Marocco, nel quadro delineato dalla risoluzione adottata dal Consiglio di Sicurezza.
Dujarric ha definito la ripresa dei contatti diplomatici “uno sviluppo incoraggiante”, precisando tuttavia che “c’è ancora molto lavoro da fare”, soprattutto in relazione alla questione fondamentale dell’autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale, elemento centrale per giungere a una soluzione politica reciprocamente accettabile e duratura del conflitto.
Il ruolo dell’ONU e dei mediatori internazionali:
I negoziati sono presieduti congiuntamente dall’inviato personale del Segretario generale per il Sahara Occidentale, Staffan de Mistura, insieme all’ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Michael Waltz, e all’inviato statunitense per l’Africa, Massad Boulos.
Si tratta del terzo incontro di questo tipo dall’inizio dell’anno, dopo quello tenutosi a inizio febbraio a Madrid, a conferma di una rinnovata intensificazione degli sforzi diplomatici sul dossier saharawi.
Un processo ancora aperto:
Le dichiarazioni dell’ONU arrivano in un momento particolarmente delicato per il processo negoziale, mentre restano aperti nodi cruciali legati allo status finale del territorio e alle modalità di attuazione del principio di autodeterminazione.
Pur riconoscendo segnali positivi nella ripresa del dialogo, le Nazioni Unite ribadiscono dunque che il percorso verso una soluzione definitiva richiederà ulteriori passi concreti e un impegno costante da parte di tutte le parti coinvolte.
