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Forti venti e tempeste di sabbia colpiscono i campi profughi saharawi: disagi e rischi per la popolazione



Campi profughi saharawi, 27 febbraio 2026 – I campi profughi saharawi, situati nei pressi di Tindouf, nel sud-ovest dell’Algeria, sono stati investiti giovedì 26 febbraio da forti venti accompagnati da intense tempeste di sabbia, con un sensibile calo delle temperature e condizioni meteorologiche particolarmente avverse.

Le raffiche di vento hanno sollevato dense nubi di polvere che hanno drasticamente ridotto la visibilità, rendendo pericolosi gli spostamenti e limitando le attività quotidiane all’aperto. In diverse aree dei campi, la sabbia ha ricoperto tende e abitazioni, causando danni materiali e aggravando una situazione umanitaria già fragile.

Visibilità ridotta e rischi per la salute:

La polvere sospesa nell’aria ha comportato difficoltà respiratorie, soprattutto per bambini, anziani e persone con patologie croniche. Le autorità locali raccomandano di limitare al minimo gli spostamenti non necessari e di adottare misure di protezione, in attesa di un miglioramento delle condizioni atmosferiche.

Le tempeste di sabbia, fenomeno tipico delle aree desertiche, risultano secondo osservatori locali sempre più frequenti e intense, un’evoluzione che viene associata agli effetti dei cambiamenti climatici nella regione del Sahel e del Sahara.

Un’emergenza che si somma alla fragilità strutturale:

Nei campi profughi saharawi vivono da decenni decine di migliaia di rifugiati, insediati nell’area a seguito del conflitto nel Sahara Occidentale. Le infrastrutture, in gran parte costituite da tende e strutture leggere, sono particolarmente vulnerabili agli eventi climatici estremi.

Le tempeste di sabbia non solo compromettono le abitazioni, ma ostacolano anche la distribuzione di aiuti umanitari, l’accesso ai servizi sanitari e il regolare svolgimento delle attività scolastiche.

Una popolazione esposta a eventi climatici estremi:

Gran parte della popolazione saharawi vive nei campi dalla metà degli anni Settanta, dopo l’esodo seguito all’occupazione del Sahara Occidentale. In questo contesto desertico, caratterizzato da temperature estreme in estate e inverni rigidi, ogni evento meteorologico intenso rappresenta una sfida significativa.

Le organizzazioni locali e internazionali monitorano la situazione e valutano eventuali interventi di emergenza per sostenere le famiglie colpite. Nel frattempo, i residenti dei campi affrontano ancora una volta le difficoltà imposte da un ambiente naturale ostile, che si sommano a una condizione di precarietà protratta nel tempo.

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