New York, 10 ottobre 2025 – Un'ondata di interventi risoluti a sostegno dei diritti inalienabili del popolo saharawi ha dominato l'ottantesima sessione della Quarta Commissione (Politica Speciale e Decolonizzazione) delle Nazioni Unite, presieduta dall'ambasciatore della Repubblica del Guatemala, José Alberto Bríz Gutiérrez. La fermezza e la fondatezza delle dichiarazioni hanno acceso la tensione in sala, suscitando l'esasperazione del rappresentante del Marocco.
Dibattito sulla Decolonizzazione e l'Occupazione Illegale:
Nella prima giornata di giovedì 9 ottobre, circa 60 firmatari – tra cui il rappresentante del Fronte POLISARIO presso le Nazioni Unite, Sidi M. Omar, accademici, attivisti, giuristi e parlamentari – hanno unanimemente ribadito che la questione del Sahara Occidentale è una questione di decolonizzazione. Hanno citato a sostegno la Risoluzione 1514 (XV) e le successive risoluzioni dell'Assemblea Generale, del Consiglio di Sicurezza e della Quarta Commissione, che ne tutelano il diritto all'autodeterminazione.
Sidi M. Omar ha sottolineato che sono trascorsi cinquant'anni dall'occupazione illegale del Sahara Occidentale da parte del Marocco, cinquant'anni segnati da "brutale oppressione, lotta, resistenza e determinazione".
Il diplomatico saharawi ha criticato aspramente la condotta di Rabat, affermando che lo "Stato occupante continua a credere erroneamente di poter imporre il fatto compiuto" e sta cercando di promuovere "una proposta colonialista che non è altro che una pantomima per cercare di legittimare l'occupazione". Omar ha altresì ricordato che, come affermato dal Segretario Generale dell'ONU, l'occupazione del Sahara Occidentale da parte del Marocco è illegale e deve cessare.
Concludendo il suo intervento con un messaggio di incrollabile volontà, ha dichiarato: "Non rinunceremo mai e poi mai ai nostri diritti inalienabili. Continueremo a difendere le nostre aspirazioni nazionali di libertà e indipendenza con tutti i mezzi legittimi."
Tensioni in Aula e Repliche Diplomatiche:
La convinzione e la schiettezza degli interventi dei firmatari hanno visibilmente esasperato il rappresentante marocchino, che ha tentato di interrompere ripetutamente le richieste di diversi delegati. Tale atteggiamento ha provocato immediate repliche dai rappresentanti di Algeria e Sudafrica.
Il delegato sudafricano ha addirittura accusato il rappresentante marocchino di tentare di denigrare i firmatari che sostengono i diritti del popolo saharawi.
Tra gli oratori intervenuti a sostegno dell'autodeterminazione, figuravano rappresentanti di spicco come:
- l'Università dei Paesi Baschi,
- l'Università Santo Tomás della Colombia,
- l'Associazione americana dei giuristi,
- il Consiglio ecumenico delle chiese,
- il Coordinamento europeo di sostegno e solidarietà con il popolo saharawi (EUCOCO),
- l'Associazione di solidarietà e autodeterminazione del popolo saharawi (ASAARAUI),
- l'Associazione delle isole Canarie di solidarietà con il popolo saharawi.
- La Rete di solidarietà italiana (Rete Saharawi)
Gli interventi hanno rafforzato la posizione internazionale che considera il Sahara Occidentale l'ultima colonia in Africa e che l'unica soluzione risiede nel rispetto del diritto internazionale e della volontà del suo popolo.
