Campi profughi saharawi, 10 ottobre 2025 - popolo saharawi commemora quest'oggi il 15° anniversario di due eventi cruciali per la sua storia e la sua identità: l'installazione della prima tenda (Jaima) del campo di resistenza di Gdeim Izik e la Giornata Nazionale della Jaima Saharawi. Queste ricorrenze non sono solo celebrazioni, ma momenti che riflettono e cristallizzano la solida unità nazionale saharawi contro l'occupazione.
La Jaima: Culla della Rivoluzione e Spina Dorsale Culturale
La Jaima, la tradizionale tenda saharawi, è molto più di un semplice riparo. Rappresenta un simbolo identitario e la spina dorsale della cultura saharawi. Storicamente, la Jaima è stata ed è tuttora il luogo in cui i saharawi si sentono liberi, dove godono della pace familiare, e dove pianificano le loro vite, le loro avventure e le loro lotte.
È all'interno della Jaima che i rivoluzionari e la rivoluzione hanno iniziato a prepararsi; è, in questo senso, la culla della resistenza saharawi. Il suo significato profondo è tale che l'autorità marocchina ne ha persino vietato l'installazione nelle città occupate del Sahara Occidentale, riconoscendo in essa uno spazio di incontro, unità, solidarietà e lotta.
Non a caso, le autorità saharawi hanno scelto il 10 ottobre come Giornata Nazionale della Jaima Saharawi, data che sottolinea il ruolo insostituibile della tenda nella storia del popolo saharawi.
Gdeim Izik: La Più Grande Protesta Pacifica Contro l'Occupazione
Il Campo di Gdeim Izik, noto come il "campo della resistenza saharawi", è il culmine simbolico e pratico di questa unità. Il 10 ottobre 2010, migliaia di cittadini saharawi marciarono verso la periferia di El Aaiún per erigere un vasto accampamento in segno di protesta pacifica contro l'occupazione marocchina e per avanzare rivendicazioni sociali e politiche.
Il campo divenne un fenomeno di massa. Il 3 novembre 2010, meno di un mese dopo la sua istituzione, l'accampamento ospitava circa 25.000 persone e 8.000 tende saharawi. Questa fu la più grande manifestazione di opposizione all'occupazione dalla rivolta di Zemla del 1970 contro la potenza coloniale spagnola. Gdeim Izik viene spesso ricordato come un precursore della Primavera araba e come il primo esempio di azione popolare pacifica di tale portata contro l'occupazione marocchina.
Gdeim Izik ha rappresentato il rifiuto netto e incrollabile dell'occupazione marocchina e delle sue politiche repressive, cristallizzando i legami di unità e solidarietà tra i saharawi che la Jaima aveva storicamente unito.
Lo Smantellamento Violento e l'Eredità della Resistenza:
L'intervento brutale da parte dell'apparato oppressivo marocchino non si fece attendere. L'8 novembre 2010, le forze militari marocchine smantellarono l'accampamento con violenza. Questo attacco causò due vittime saharawi, Babi Gargar e Brahim Daudi, e portò all'arresto di centinaia di persone. Più di 200 saharawi furono detenuti nella prigione nera di El Aaiún, e 24 prigionieri politici saharawi furono sottoposti a controversi processi militari in Marocco.
Lo sgombero violento e brutale di Gdeim Izik rimane impresso nella memoria saharawi e mondiale, al pari di altri crimini come il bombardamento dei campi di Um Adreiga, Amgala e Tifariti con bombe al napalm e al fosforo bianco alla fine del 1975.
Nonostante la repressione, la duplice ricorrenza della Jaima e di Gdeim Izik continua a devastare il "nemico" e a testimoniare la ferrea unità nazionale saharawi e la sua resistenza pacifica per la libertà e l'autodeterminazione.
