Rabat, 4 settembre 2025 – Le relazioni militari tra Marocco e Israele stanno conoscendo una nuova fase di consolidamento, in seguito al riavvicinamento diplomatico avviato nel 2020. Secondo quanto riportato da Africa Intelligence, all’inizio di agosto alti ufficiali delle Forze Armate Reali Marocchine (FAR) hanno partecipato in Israele a un incontro riservato con importanti aziende della difesa, su invito della Direzione della Difesa, Ricerca e Sviluppo (Mafat), un’agenzia del Ministero della Difesa israeliano.
Durante l’incontro sono state presentate tecnologie e sistemi d’arma avanzati da parte di aziende come Israel Aerospace Industries (IAI), Sentrycs, D-Fend Solutions e Smart Shooter.
Espansione della cooperazione militare:
Il Mafat, guidato dal generale Daniel Gold dal 2016, è responsabile della ricerca, dello sviluppo e del coordinamento dei programmi di cooperazione internazionale in settori strategici quali missili, droni, intelligenza artificiale e sicurezza informatica. È in questi ambiti che Israele intende rafforzare la collaborazione con Rabat.
La visita di agosto segue altri contatti riservati. Lo scorso marzo, una delegazione marocchina aveva preso parte a un’iniziativa simile organizzata dal Sibat, la Direzione israeliana per la cooperazione internazionale, che facilita accordi sia a livello governativo (GtoG) sia industriale (BtoG). Poco dopo, rappresentanti di aziende israeliane si sono recati in Marocco per proseguire i colloqui con l’alto comando militare, guidato dal generale Mohammed Berrid.
Produzione congiunta di droni in Marocco:
La cooperazione non si limita alla fornitura di armi. Israele e Marocco stanno sviluppando progetti di collaborazione industriale, tra cui la creazione di una linea di produzione in Marocco dei droni israeliani della società BlueBird Aero Systems.
Parallelamente, la presenza militare israeliana nel Paese nordafricano si è rafforzata. A maggio, una delegazione delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) ha preso parte all’esercitazione internazionale African Lion, organizzata dal Comando Africa degli Stati Uniti (Africom), che ha visto la partecipazione di circa venti Paesi.
Una partnership controversa:
Il riavvicinamento tra Rabat e Tel Aviv, avviato con la normalizzazione diplomatica del 2020, rimane fortemente contestato dall’opinione pubblica marocchina, che rigetta ogni forma di collaborazione con Israele, soprattutto in un contesto segnato dall’offensiva militare su Gaza e dalle accuse di crimini di guerra commessi dalle IDF.
La cooperazione ha inoltre ricadute dirette sul Sahara Occidentale, dove il Marocco utilizza droni, sistemi di sorveglianza e armamenti israeliani per rafforzare il controllo sui territori occupati. Il riconoscimento, da parte di Israele, della presunta sovranità marocchina sul Sahara nel 2023 ha consolidato ulteriormente questo asse strategico.
Un asse di occupazione:
Il rafforzamento del partenariato militare tra Marocco e Israele si configura così come un blocco di occupazione politico e militare, le cui conseguenze si riflettono sia sulla Palestina che sul Sahara Occidentale. Due popoli che, pur in contesti diversi, condividono l’esperienza della colonizzazione e della resistenza a regimi fondati sulla forza e sull’espropriazione.
