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L'apartheid in Sudafrica e la repressione in Sahara Occidentale: un parallelo inquietante



Ginevra, 11 settembre 2025 – La detenzione arbitraria in Marocco è uno strumento di repressione per soffocare la resistenza del popolo saharawi, proprio come avveniva durante l'apartheid in Sudafrica. Questo il messaggio chiave di Tsholofelo Tsheole, la rappresentante permanente aggiunta del Sudafrica presso le Nazioni Unite a Ginevra, durante un evento parallelo del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite.

L'incontro, intitolato "Nessuna difesa consentita: il crimine di essere Sahrawi", è stato organizzato da diverse organizzazioni per i diritti umani e ha visto la partecipazione di esperti e attivisti.

Nel suo discorso, la signora Tsheole ha tracciato un parallelo tra la situazione dei prigionieri saharawi e la storia del suo Paese, definendo la detenzione arbitraria non solo una violazione dei diritti umani, ma un mezzo per "smantellare ogni forma di resistenza pacifica e instillare un clima di paura".

Ha inoltre denunciato l'uso diffuso di pratiche come arresti senza mandato, torture, detenzioni in isolamento e processi iniqui. Tsheole ha sottolineato come le autorità marocchine ignorino sistematicamente le raccomandazioni dei meccanismi delle Nazioni Unite sui diritti umani, come il Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria.

La diplomatico ha collegato la repressione dei diritti umani alla negazione del diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi, un principio fondamentale del diritto internazionale. Ha anche ricordato che l'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani non è autorizzato a visitare il Sahara Occidentale da ben nove anni.

"Questa tragedia umana continuerà, a meno che e finché non porremo fine in modo decisivo all'occupazione illegale", ha affermato Tsheole, invitando il Consiglio per i diritti umani a non applicare "selettività e doppi standard" nelle sue decisioni.

In occasione del 50° anniversario del parere consultivo della Corte internazionale di giustizia che ha ribadito il diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi, Tsheole ha lanciato un appello alla comunità internazionale: "non deludete i saharawi".


L'evento ha visto la partecipazione di figure di spicco come il professor Mads Andenas, ex presidente del Gruppo di lavoro ONU sulla detenzione arbitraria, e attivisti saharawi per i diritti umani come Ibrahim Moussayih, Hassana Abba e Mahfoud Bechri. La sessione si è conclusa con gli interventi di Tsholofelo Tsheole e del veterano difensore dei diritti umani saharawi El Ghalia Djimi.

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