Brétigny-sur-Orge, 15 settembre – Il Collettivo delle associazioni della comunità saharawi in Francia, insieme alla Piattaforma di solidarietà con il popolo del Sahara occidentale, ha partecipato all'80ª edizione della Festa dell'Umanità tenutasi questo fine settimana nella regione parigina. La loro presenza mirava a sostenere il diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione.
Una lotta per la decolonizzazione bloccata da tempo:
Durante i tre giorni dell'evento, diverse tavole rotonde e dibattiti sono stati organizzati per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla situazione nel Sahara occidentale, l'ultimo territorio non autonomo dell'Africa. L'obiettivo era ricordare la giusta lotta del popolo saharawi per il suo diritto all'autodeterminazione, riconosciuto e sancito dalle Nazioni Unite.
Il Sahara occidentale, ex colonia spagnola, è stato in gran parte occupato dal Marocco a partire dal 1975, in palese violazione del diritto internazionale. Sebbene le risoluzioni dell'ONU prevedessero un referendum sull'autodeterminazione come parte degli accordi di pace del 1991, tale voto non si è mai tenuto. Questo blocco persistente è dovuto principalmente all'opposizione di Rabat e al supporto politico di alcune potenze, con la Francia in prima linea. Inoltre, le significative risorse naturali del territorio, tra cui fosfati, risorse ittiche e un grande potenziale energetico, continuano a essere sfruttate illegalmente. Questa pratica viola le sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) che sottolineano lo status distinto del Sahara occidentale e la sovranità del popolo saharawi sulle proprie risorse.
Appelli e rivendicazioni:
Attraverso la loro partecipazione alla Festa dell'Umanità, le organizzazioni saharawi e i loro sostenitori hanno avanzato diverse richieste chiare e dirette:
- Riaffermare l'inalienabile diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione, l'unico quadro legittimo per una pace duratura nella regione.
- Chiedere l'immediata applicazione delle sentenze della CGUE, che vietano qualsiasi sfruttamento delle risorse del Sahara occidentale senza il consenso esplicito del popolo saharawi.
- Invitare la Francia e tutti gli altri Stati a interrompere ogni forma di sostegno, diretto o indiretto, all'occupazione illegale del Marocco.
- Esprimere solidarietà ai prigionieri politici saharawi detenuti in Marocco e chiedere il loro rilascio immediato.
- Riaffermare la loro fratellanza con tutti i popoli che combattono contro l'occupazione e il colonialismo, con particolare riguardo al popolo palestinese.
Questa partecipazione si inserisce in un più ampio sforzo di solidarietà internazionale e di resistenza politica e culturale. La diaspora saharawi continua a mobilitarsi per garantire che la voce del suo popolo non venga dimenticata in Francia e in Europa.
