Campi profughi saharawi, 25 settembre 2025 – Il Governo della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) ha rilasciato una dichiarazione di ferma condanna in risposta al discorso pronunciato dal Primo Ministro dello Stato occupante marocchino di fronte all'80ª sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
In un comunicato stampa diffuso ieri dall'Agenzia di Stampa Saharawi (SPS), il governo saharawi ha denunciato la posizione marocchina, definendola una palese sfida alla legalità internazionale e alle risoluzioni dell'ONU e dell'Unione Africana.
Secondo la RASD, il regime di occupazione marocchino, con la sua "posizione di sfida", dimostra di non avere alcuna volontà politica di conformarsi alle decisioni internazionali, ostacolando l'urgente necessità di raggiungere una soluzione pacifica, giusta e duratura per la decolonizzazione del Sahara Occidentale, "l'ultima colonia rimasta in Africa".
Il Sahara Occidentale: Una Questione di Decolonizzazione
Il comunicato stampa, nel ribadire la posizione della RASD, ha sottolineato che la questione del Sahara Occidentale è un tema di decolonizzazione iscritto all'ordine del giorno dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite dal 1963. Questo riconosce il diritto inalienabile del popolo Saharawi all'autodeterminazione e all'indipendenza, in conformità con la storica Risoluzione 1514 (XV).
Il Governo Saharawi ha categoricamente respinto le "distorsioni e i disperati tentativi di travisare la verità" contenuti nel discorso marocchino, ribadendo che l'unica via per una soluzione risiede nell'"esercizio libero e democratico da parte del popolo Saharawi del suo inalienabile e non negoziabile diritto all'autodeterminazione e all'indipendenza". Qualsiasi esito che non rispetti tale volontà è stato dichiarato "categoricamente e totalmente inaccettabile".
L'Unico Quadro Accettabile: Il Piano di Risoluzione ONU/OUA
Il Governo Saharawi ha ricordato che il Piano di Risoluzione Congiunto delle Nazioni Unite e dell'Organizzazione per l'Unità Africana (OUA) del 1988, accettato sia dal Fronte Polisario che dal Marocco e approvato dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU (Risoluzioni 658 e 690), "rimane l'unico quadro pratico e praticabile basato sul consenso di entrambe le parti".
È su questa base che fu istituita la MINURSO (Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale), con il preciso mandato di attuare tale Piano.
Appello alla Comunità Internazionale:
La "posizione ostinata" espressa all'Assemblea Generale è stata vista come l'ennesima prova che lo Stato occupante marocchino "persiste nella sua sfida e nel suo disprezzo per i principi stessi su cui si fondano le Nazioni Unite", inclusi il rispetto del diritto internazionale e il divieto di acquisire territorio con la forza.
Per questo motivo, la RASD ha richiesto una "risposta ferma e decisa da parte della comunità internazionale", guidata dalle Nazioni Unite, per contrastare l'atteggiamento marocchino.
Il comunicato si conclude con la riaffermazione della risoluta determinazione del popolo saharawi a proseguire la sua "legittima lotta" fino al raggiungimento degli obiettivi "non negoziabili" di libertà, indipendenza e ripristino della sovranità sull'intero territorio della Repubblica Araba Saharawi Democratica.
