Campi profughi saharawi, 4 settembre 2025 – Il giornalista e blogger saharawi Rachid Zeinddin ha condotto una ricerca approfondita sulla situazione economica nei campi profughi saharawi in Algeria, visitando località chiave come le Wilaya di Smara, Auserd, El Aaiún, Boujdour e la capitale amministrativa Rabouni. Al centro della sua analisi emerge un settore in forte espansione: il commercio.
Dinamismo Economico ma Senza Regole:
Zeinddin evidenzia un sorprendente dinamismo commerciale nei campi: crescono i negozi, i magazzini e le attività di scambio, con ingenti quantità di merci dirette anche verso la Mauritania. Tuttavia, questo sviluppo si accompagna a una criticità strutturale: la quasi totalità delle attività non versa le tasse dovute allo Stato saharawi.
Secondo il giornalista, questa lacuna rappresenta un ostacolo serio all’autonomia economica e alla sostenibilità dei servizi pubblici. Le entrate fiscali, infatti, sono indispensabili per garantire elettricità, sicurezza, sanità e istruzione, oltre che stipendi adeguati a poliziotti, insegnanti e medici, pilastri fondamentali di ogni società.
La Proposta: Un Fisco Giusto e Trasparente:
Dalla sua visita al mercato di El Aaiún, Zeinddin ha rilevato un volume di scambi che raggiunge milioni di dollari, segno di un potenziale enorme ancora non sfruttato. Da qui nasce la sua proposta: istituire un sistema fiscale equo e trasparente, con il pagamento di una tassa mensile da parte di ogni attività commerciale.
Il modello dovrebbe essere gestito da un comitato nazionale indipendente, con il compito di garantire onestà e correttezza nell’utilizzo dei fondi. La tassazione dovrebbe coinvolgere tutti i settori economici, tra cui:
- Negozi e mercati dei campi;
- Servizi di trasporto interni ed esterni;
- Settore dei carburanti, per evitare monopoli;
- Importazioni di auto e pezzi di ricambio, da sottoporre a dazi e imposte regolate.
Le Tasse come Strumento di Progresso:
Per Zeinddin, le tasse non devono essere percepite come un peso, ma come un investimento collettivo per il futuro. Solo attraverso un sistema fiscale strutturato sarà possibile finanziare progetti di sviluppo, rafforzare le infrastrutture e garantire servizi essenziali a tutta la comunità.
Il commercio, da fenomeno spontaneo e non regolamentato, potrebbe così trasformarsi in una risorsa strategica per l’intero popolo saharawi, rendendo ogni cittadino partecipe della responsabilità e del progresso.
Un’economia più solida e autonoma, conclude Zeinddin, non è un’utopia: è una necessità che passa attraverso giustizia fiscale, trasparenza e partecipazione collettiva.

