Montese, 19 agosto 2025 – Si è svolto il 18 agosto, nella Sala Consiliare del Comune di Montese, l’ultimo incontro istituzionale per i “Piccoli Ambasciatori di Pace”, i bambini saharawi ospitati in Italia grazie al progetto promosso dall’associazione modenese Kabara Lagdaf. A fare gli onori di casa il sindaco Matteo De Luca e il vicesindaco Daniele Berti, che hanno accolto la delegazione alla vigilia del loro rientro nei campi profughi in Algeria, previsto per il 21 agosto.
Un saluto che è anche un impegno:
L’incontro ha rappresentato un momento di commiato e di ringraziamento, ma anche l’occasione per riaffermare il sostegno del Comune di Montese al popolo saharawi e alla causa dell’autodeterminazione. Il progetto, che consente ai bambini di trascorrere un periodo in Italia, non si limita a un gesto di accoglienza umanitaria: è anche un potente strumento di sensibilizzazione per le comunità locali, che attraverso il contatto diretto con i giovani ambasciatori imparano a conoscere la storia, le difficoltà e le aspirazioni del Sahara Occidentale.
Le parole dell’associazione:
Nel corso dell’incontro, Carla Bernardi, responsabile dell’associazione Kabara Lagdaf per il territorio di Montese, ha tracciato un quadro della situazione politica e sociale dei saharawi, sottolineando come il conflitto resti in una fase di stallo che pesa drammaticamente sulla popolazione. “È fondamentale – ha ribadito – non dimenticare questa causa e continuare a sostenerla. Questi bambini portano con sé un messaggio che va oltre i confini geografici: ci ricordano ogni giorno l’urgenza di una soluzione giusta e duratura.”
Montese, un punto fermo della solidarietà:
L’amministrazione comunale ha assicurato che l’impegno non si concluderà con la partenza dei bambini, ma continuerà a tradursi in iniziative concrete e in una partecipazione attiva alla rete solidale che in tutta Italia sostiene il popolo saharawi.
Ancora una volta, la comunità montesina ha dimostrato di essere un saldo punto di riferimento in questo percorso di amicizia e sostegno, confermando che i “Piccoli Ambasciatori di Pace” non sono soltanto ospiti temporanei, ma veri ponti di speranza e di pace tra i popoli.
