Sahara occidentale, 25 agosto 2025 – Le autorità marocchine hanno recentemente espulso due attivisti internazionali per i diritti umani, uno dagli Stati Uniti e uno dal Portogallo, appena arrivati a El Aaiun, capitale del Sahara occidentale occupato. L'espulsione, avvenuta domenica 24 agosto, evidenzia la rigida politica del Marocco volta a limitare la visibilità internazionale della situazione in questo territorio conteso.
I due attivisti, membri dell'International Nonviolence Organization con sede a Washington, DC, intendevano incontrare l'ex prigioniero politico saharawi Mahfouda Bamba Lefkir e altri difensori dei diritti umani locali. La loro missione era quella di raccogliere testimonianze dirette sulle violazioni dei diritti umani subite dalla popolazione saharawi.
Nei giorni precedenti, gli attivisti erano riusciti a eludere la sorveglianza delle autorità marocchine durante una visita nella città di Dakhla, dove si erano finti turisti. In quell'occasione, avevano incontrato diversi attivisti, giornalisti e difensori dei diritti umani, raccogliendo preziose testimonianze sul calvario quotidiano del popolo saharawi. Queste conversazioni hanno gettato luce sulla difficile situazione dei prigionieri civili saharawi detenuti nelle carceri marocchine, documentando gli abusi e le violazioni a cui sono sottoposti.
L'espulsione di questi due individui sottolinea la continua strategia del Marocco di oscurare la situazione mediatica e di impedire che il mondo esterno conosca le condizioni di vita nei territori saharawi occupati. Il Marocco mantiene un controllo rigoroso sull'accesso dei giornalisti, degli osservatori e degli attivisti, rendendo estremamente difficile la documentazione indipendente delle violazioni dei diritti umani e il racconto della realtà locale. Questo comportamento solleva serie preoccupazioni sulla trasparenza e sulla libertà di espressione nel Sahara occidentale.
