Campi profughi saharawi, 25 agosto 2025 – L'Associazione dei familiari dei prigionieri e degli scomparsi saharawi (AFAPREDESA) ha lanciato un forte appello alla comunità internazionale affinché si agisca urgentemente per una soluzione giusta e duratura al conflitto del Sahara Occidentale. L'associazione sottolinea che la chiave per risolvere la disputa risiede nel completamento del processo di decolonizzazione, permettendo al popolo saharawi di esercitare il suo inalienabile diritto all'autodeterminazione e all'indipendenza.
Violazioni dei diritti e sfruttamento delle risorse:
In una dichiarazione ufficiale, il presidente di AFAPREDESA, Abdeslam Omar Lahsan, ha accusato il Marocco di perpetrare una politica di repressione sistematica contro il popolo saharawi da quasi cinquant'anni. Ha denunciato le continue e palesi violazioni del diritto internazionale, incluse le detenzioni arbitrarie, la tortura e lo sfruttamento illecito delle risorse naturali del territorio. Il presidente ha inoltre ritenuto le società straniere coinvolte in tali attività non solo moralmente, ma anche legalmente responsabili.
Richieste urgenti alla comunità internazionale:
L'ONG saharawi ha esortato la comunità internazionale a intervenire immediatamente per porre fine a queste violazioni, garantendo la protezione dei civili saharawi. Tra le richieste principali spicca l'organizzazione di un referendum libero ed equo che permetta al popolo saharawi di decidere il proprio futuro senza ulteriori ritardi.
L'associazione ha anche chiesto il rilascio immediato e incondizionato di tutti i prigionieri politici saharawi, il risarcimento per le vittime di abusi e l'azione penale contro i responsabili di torture e detenzioni arbitrarie.
La responsabilità storica della Spagna:
Abdeslam Omar Lahsan ha inoltre richiamato l'attenzione sulla responsabilità storica e politica della Spagna, sottolineando il suo ruolo come ex potenza amministratrice del territorio. AFAPREDESA ritiene che la Spagna abbia un obbligo morale e politico di contribuire alla risoluzione del conflitto.
L'associazione ha concluso la sua nota sollecitando l'accesso illimitato per il Comitato Internazionale della Croce Rossa e per l'Alto Commissario per i diritti umani alle prigioni marocchine. Ha inoltre chiesto che il territorio del Sahara occupato venga aperto ai media e agli osservatori internazionali, garantendo la trasparenza e il monitoraggio della situazione dei diritti umani.
