Campi profughi saharawi, 18 agosto 2025 - In una mossa strategica per intensificare la lotta per l'autodeterminazione, è stato istituito e ha tenuto la sua prima riunione il Gruppo di lavoro saharawi sulle risorse naturali e sulle questioni legali correlate. L'iniziativa, annunciata l'8 agosto con una direttiva presidenziale, sottolinea il ruolo cruciale che la battaglia per il controllo delle risorse gioca nella liberazione del popolo saharawi.
Obiettivi e contesto legale:
La creazione del gruppo arriva in un momento cruciale, con numerose sentenze e decisioni emesse da organismi internazionali come le Nazioni Unite, l'Unione Africana e l'Unione Europea che riconoscono i diritti del popolo saharawi. Durante la riunione, svoltasi da remoto, il capo del gruppo, il Consigliere Speciale Oubi Bouchraya Bachir, ha ribadito che la lotta mira a minare i due pilastri su cui il Marocco basa la sua occupazione:
- Lo sfruttamento delle risorse naturali del Sahara Occidentale per finanziare l'occupazione militare e gli insediamenti.
- La repressione dei civili saharawi in un contesto di impunità e assenza di monitoraggio internazionale dei diritti umani.
Una strategia unita:
La riunione ha visto la partecipazione non solo dei membri del gruppo, ma anche di figure internazionali di spicco che sostengono la causa saharawi, tra cui l'avvocato del Fronte Polisario Manuel Devers, il presidente di Western Sahara Resource Watch (WSRW) Erik Hagen e l'avvocata Tone Sørfonn Moe, specializzata nella difesa dei prigionieri politici saharawi.
Tutti i partecipanti hanno concordato sulla necessità di una mobilitazione immediata per impedire al Marocco di eludere il diritto internazionale e le decisioni dei tribunali. L'obiettivo è chiaro: imporre la sovranità del popolo saharawi sulle proprie risorse naturali, basandosi sul suo inalienabile diritto all'autodeterminazione e all'indipendenza.
Prospettive future:
Il gruppo di lavoro ha definito una strategia e una tabella di marcia precise per il futuro. Le azioni mireranno a costringere la comunità internazionale, in particolare il Consiglio di Sicurezza e il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, ad assumersi le proprie responsabilità in quella che è l'ultima colonia d'Africa. La riunione si è conclusa con l'approvazione unanime delle linee guida per le prossime attività, segnando un passo importante verso il rispetto dei diritti del popolo saharawi.
