Maputo (Mozambico), 5 agosto 2025 – L'Unione Nazionale delle Donne Saharawi ha partecipato al nono workshop sull'impunità istituzionale e i diritti umani, tenutosi il 4 agosto nella capitale del Mozambico. L'incontro, organizzato dall'Environmental Justice Organization, ha riunito reti internazionali attive nell'ambito della giustizia climatica, dei diritti umani e della lotta all'impunità delle multinazionali.
La delegazione dell'UNMS, guidata dalla signora Khadija Ali, ha presentato un resoconto dettagliato sulle gravi violazioni dei diritti umani subite dal popolo saharawi nei territori occupati del Sahara occidentale. Il rapporto ha anche messo in luce il sistematico saccheggio delle risorse naturali da parte di multinazionali che operano illegalmente nella regione con il sostegno dello stato occupante marocchino.
Durante la presentazione, l'UNMS ha puntato i riflettori sul ruolo di queste aziende, attive in settori come i fosfati, la pesca, le energie rinnovabili e l'estrazione di sabbia e minerali. Queste attività violano palesemente il diritto internazionale umanitario, le risoluzioni delle Nazioni Unite e le sentenze della Corte di Giustizia Europea, che negano al Marocco qualsiasi sovranità o diritto di amministrare il territorio del Sahara occidentale.
L'Unione ha evidenziato in modo particolare l'impatto di queste pratiche sulle donne saharawi, che non solo subiscono repressione politica, ma anche povertà, disoccupazione, sfollamenti forzati e violenza, tutte conseguenze dirette dell'occupazione. L'UNMS ha condannato la complicità delle multinazionali, i cui interessi economici contribuiscono a perpetuare l'occupazione illegale e a negare al popolo saharawi il diritto inalienabile all'autodeterminazione.
La partecipazione dell'UNMS è stata anche un'opportunità per costruire ponti di cooperazione con altre organizzazioni femminili e progressiste, scambiando esperienze e rafforzando la solidarietà internazionale. La delegazione ha lanciato un appello urgente affinché si rompa il silenzio sulla situazione nel Sahara occidentale e si faccia pressione su governi e aziende per porre fine a ogni forma di complicità con l'occupazione marocchina.
Questa partecipazione strategica ha permesso di internazionalizzare la questione saharawi, dando voce alle donne e al popolo saharawi nei forum internazionali e sottolineando la necessità di porre fine all'impunità delle aziende coinvolte nello sfruttamento delle loro risorse.

