Madrid, 5 agosto 2025 - Un forte appello sta crescendo dal mondo del cinema, della cultura e dell'attivismo internazionale nei confronti del celebre regista Christopher Nolan. Personalità di spicco come Javier Bardem, Icíar Bollaín, Rodrigo Sorogoyen e Carolina Yuste hanno unito le forze con registi saharawi per chiedere a Nolan di riconoscere il diritto internazionale e di non rendersi complice dell'occupazione illegale del Sahara Occidentale da parte del Marocco.
Tutto ha avuto inizio dopo che il Sahara International Film Festival (FiSahara) ha denunciato le riprese di alcune scene del film "L'Odissea" nella città di Dakhla, all'interno del Sahara Occidentale occupato. In risposta, oltre cento artisti, giornalisti e attivisti hanno firmato un manifesto, esortando Nolan, la Universal Pictures e i produttori del film a rompere il silenzio e a prendere una posizione chiara.
Un manifesto guidato da voci autorevoli:
Il manifesto è guidato da figure di grande risonanza, tra cui Javier Bardem, i registi Paul Laverty e David Riker, e la difensora dei diritti umani saharawi ElGhalia Djimi. I firmatari chiedono che Nolan e la Universal Pictures ammettano pubblicamente l'errore di aver girato a Dakhla e che si impegnino a non utilizzare le scene nel montaggio finale del film. In alternativa, si chiede che ottengano il consenso del popolo saharawi attraverso i suoi legittimi rappresentanti.
"Dopo l'ampia e critica copertura mediatica sulle riprese di 'L'Odissea' a Dakhla, siamo sorpresi che Nolan e il suo team non abbiano rilasciato alcuna dichiarazione," ha dichiarato María Carrión, direttrice esecutiva di FiSahara. "Finché il loro silenzio continuerà, il Marocco agirà come loro portavoce, rendendoli complici dell'occupazione e della repressione subita dai saharawi."
Il manifesto ha ricevuto il sostegno di un vasto movimento di solidarietà internazionale, con l'adesione di numerose figure del cinema e della musica, tra cui Juan Diego Botto, Itziar Ituño, Luis Tosar, Javier Gutiérrez, Nathalie Poza e Amparo Sánchez.
L'appello a un dialogo diretto:
I firmatari invitano Nolan e il suo team a un confronto diretto con i difensori dei diritti umani, i registi e i giornalisti saharawi che vengono perseguitati dal Marocco per il loro lavoro di documentazione e denuncia delle violazioni sistematiche dei diritti umani nel territorio. FiSahara incoraggia inoltre il regista a utilizzare la sua potente piattaforma per dare visibilità alla critica situazione del popolo saharawi, sia sotto l'occupazione che nei campi profughi in Algeria. A tal fine, gli organizzatori hanno invitato Nolan a partecipare al festival e a vivere l'esperienza di una famiglia di rifugiati saharawi per comprendere la loro realtà.
Nel frattempo, le dichiarazioni del Ministro della Cultura marocchino, che ha celebrato la presenza di Nolan e di altre personalità come l'attrice Charlize Theron, hanno sollevato ulteriori preoccupazioni. "Sono certa che Charlize Theron, messaggera di pace delle Nazioni Unite, non sosterrebbe la violenza di genere commessa sistematicamente dalle forze di occupazione marocchine contro le donne saharawi," ha aggiunto Carrión. "La incoraggiamo a informarsi a riguardo."
L'articolo mette in luce la crescente pressione sul regista affinché prenda una posizione etica e politica chiara, che riconosca la complessa e ingiusta situazione del popolo saharawi.
