Abuja (Nigeria), 12 luglio 2025 – Un duro atto d’accusa contro le politiche energetiche del Marocco nei territori occupati del Sahara Occidentale è stato pubblicato il 9 luglio dal quotidiano nigeriano Premium Times. L’articolo, firmato da Ahmed Aminu-Ramatu Yusuf – ex alto funzionario del governo nigeriano – denuncia senza mezzi termini la “nuova forma di colonialismo” esercitata attraverso il boom delle energie rinnovabili nella regione.
Basato sul rapporto 2025 dell’Osservatorio Saharawi per le Risorse Naturali e la Protezione Ambientale (SONREP), l’articolo sostiene che gli investimenti in energia eolica, solare e idrogeno nel Sahara Occidentale occupato non rappresentano progresso né sostenibilità, ma un’estensione dello sfruttamento coloniale ai danni del popolo saharawi.
Un colonialismo energetico travestito da sviluppo sostenibile:
Yusuf mette in luce una realtà inquietante: i grandi progetti energetici nelle aree occupate non sono destinati a migliorare le condizioni di vita dei Saharawi, ma a generare profitti per il Marocco, le multinazionali e i loro governi alleati. Secondo SONREP, la capacità installata nelle zone occupate è oggi di 792,2 MW di energia eolica e 455 MW di energia solare, generando annualmente circa 1,95 miliardi di dollari.
Tuttavia, il popolo saharawi – denuncia Yusuf – è completamente escluso dai benefici: l’energia prodotta viene incanalata nella rete marocchina ed esportata, mentre le comunità locali subiscono espropri, sfollamenti forzati e crescente marginalizzazione. Un meccanismo che l'autore definisce “una forma moderna di apartheid economico e ambientale”.
Il ruolo delle multinazionali e dei governi esteri:
L’articolo denuncia la complicità attiva di attori stranieri, che con i loro investimenti rafforzano l’occupazione marocchina. Tra i principali beneficiari: colossi energetici europei (Engie, Total Energies, Enel Green Power, Siemens Gamesa), aziende cinesi, statunitensi e del Golfo.
La sola Francia, ricorda Yusuf, ha investito oltre 10 miliardi di euro nel 2024, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno impegnato 25 miliardi di dollari. Questi fondi – scrive – non finanziano solo infrastrutture, ma anche militarizzazione, insediamenti coloniali e repressione nei territori occupati.
Demografia alterata e violazioni del diritto internazionale:
Uno degli aspetti più gravi denunciati è il cambiamento demografico imposto dal Marocco, che trasferisce coloni nelle zone occupate offrendo loro impieghi nei settori energetici, mentre espelle e reprime i Saharawi. Tali pratiche violano la Quarta Convenzione di Ginevra, che proibisce la modificazione demografica nei territori occupati.
Yusuf accusa il Marocco di agire con una brutalità paragonabile – anzi superiore – a quella delle potenze coloniali europee del passato, definendolo uno Stato neocoloniale, autoritario e fascista, sostenuto da alleanze occidentali e mediorientali che chiudono gli occhi su abusi sistematici e ingiustizie ambientali.
La devastazione ambientale e l’ingiustizia climatica:
L’estrazione e la produzione di energia, soprattutto idrogeno verde, stanno esaurendo le risorse idriche e destabilizzando il fragile ecosistema della regione. Le comunità saharawi, che dipendono dall’acqua per la pastorizia e l’agricoltura, sono le principali vittime di questa “ingiustizia climatica”, senza averne tratto alcun beneficio.
Una “catastrofe umana, politica ed ecologica”:
Secondo Yusuf e il rapporto SONREP, gli investimenti in energie rinnovabili nel Sahara Occidentale non promuovono la pace né lo sviluppo, ma servono a consolidare il dominio economico e politico del Marocco, ostacolando ogni sforzo internazionale per una soluzione giusta del conflitto.
L’articolo si conclude con una riflessione amara: mentre l’energia del Sahara Occidentale illumina case e industrie in Marocco e in Europa, il popolo saharawi continua a vivere nell’ombra dell’occupazione, privato dei propri diritti, delle proprie risorse e della propria voce.
Chi è Ahmed Aminu-Ramatu Yusuf:
Ex vicedirettore dell'Ufficio Affari di Gabinetto della Presidenza nigeriana ed ex direttore generale dell’Agenzia Meteorologica Nigeriana (NiMet), Ahmed Yusuf è una voce autorevole in materia di sovranità, ambiente e giustizia sociale. Le sue parole, supportate da dati e analisi dettagliate, costituiscono un forte appello alla comunità internazionale affinché ponga fine al saccheggio delle risorse saharawi e riconosca il diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione.
