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L'Alleanza CEE ribadisce il diritto all'autodeterminazione del popolo Saharawi e condanna l'occupazione del Sahara Occidentale


Budapest (Ungheria), 17 giugno 2025
 – L'Alleanza dell'Europa Centrale e Orientale per la Solidarietà con il Popolo Saharawi (Alleanza CEE) ha rilasciato una dichiarazione incisiva, sottolineando la necessità impellente di rispettare il diritto internazionale e ribadendo con forza che il Sahara Occidentale è un territorio sotto occupazione. L'Alleanza ha fermamente riaffermato il diritto inalienabile del popolo Saharawi all'autodeterminazione.

La dichiarazione dell'Alleanza CEE esprime profonda preoccupazione per le recenti dinamiche relative alla questione del Sahara Occidentale, evidenziando come alcuni paesi abbiano mostrato un allineamento con le posizioni del Marocco, la potenza occupante.

L'Alleanza CEE ha categoricamente richiesto il rispetto del diritto internazionale, ribadendo che il Sahara Occidentale si trova sotto occupazione. Ha inoltre sancito il diritto del popolo Saharawi all'autodeterminazione, un principio cardine della dottrina delle Nazioni Unite. L'organizzazione ha enfaticamente dichiarato che sostenere questo diritto equivale a sostenere la lotta contro l'"occupazione", una condizione che, secondo le pertinenti risoluzioni ONU, costituisce un "crimine contro l'umanità".

Nel documento, l'Alleanza CEE ha ricordato che il cosiddetto "piano" marocchino, pur esistendo da diciotto anni, non è mai stato sottoposto al popolo Saharawi come base negoziale, né è stato mai seriamente considerato dagli inviati ONU che si sono succeduti. Tutti questi inviati hanno inequivocabilmente sottolineato l'inconsistenza dell'iniziativa autonomista marocchina e la sua manifesta incapacità di fornire una soluzione seria e credibile al conflitto del Sahara Occidentale.

La dichiarazione ha rimarcato che il presunto piano marocchino non è mai stato concepito come una base per una risoluzione politica del conflitto. È stato inoltre evidenziato come tale iniziativa sia in totale violazione del diritto internazionale e pertanto non possa produrre alcun effetto giuridico sul diritto all'autodeterminazione del popolo Saharawi. L'Alleanza CEE ha interpretato il piano marocchino come un tentativo volto a perpetuare l'occupazione, consentendo al Marocco di guadagnare tempo e di abituare progressivamente la comunità internazionale al fatto compiuto dell'occupazione illegale del Sahara Occidentale.

L'Alleanza CEE ha espresso la viva speranza che la comunità internazionale e il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite continuino a ritenere il Marocco responsabile delle sue obbligazioni internazionali, persistendo nel sostenere la legalità internazionale, in particolare i principi di decolonizzazione delle Nazioni Unite.

A chiusura della dichiarazione, l'Alleanza per la Solidarietà con il Popolo Saharawi ha ribadito l'importanza cruciale della sentenza della Corte di Giustizia Europea dell'ottobre 2024. Tale sentenza ha stabilito che il Sahara Occidentale è uno Stato distinto e separato dal Marocco, e che il popolo Saharawi deve avere la possibilità di autodeterminarsi, decidendo autonomamente il proprio futuro e facendo ritorno nella propria patria, il Sahara Occidentale.

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