Sydney, 9 giugno 2025 – La questione del Sahara Occidentale continua a rappresentare una sfida significativa per la comunità internazionale, e un recente intervento di Kamal Fadel, rappresentante del Fronte Polisario in Australia e Nuova Zelanda, ha riacceso i riflettori sulla necessità impellente di rispettare gli obblighi legali e morali in merito a questo territorio non autonomo. Fadel ha sottolineato che l'unica via legittima per la risoluzione del conflitto risiede nel pieno e libero esercizio del diritto all'autodeterminazione da parte del popolo Saharawi.
In un articolo pubblicato venerdì su Independent Australia, Fadel ha ribadito con forza che il diritto all'autodeterminazione non è un mero concetto politico, ma un principio fondamentale del diritto internazionale, chiaramente sancito sia dalla Carta delle Nazioni Unite che dai due Patti internazionali sui diritti umani. Questa base giuridica è stata ulteriormente rafforzata dalla risoluzione 2105 del 1965 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha riconosciuto la legittimità delle lotte per l'indipendenza dei popoli colonizzati, esortando gli Stati a fornire supporto ai movimenti di liberazione nazionale.
Il diplomatico saharawi ha inoltre evidenziato che il Sahara Occidentale figura ancora nella lista delle Nazioni Unite dei territori non autonomi, distinguendosi come l'ultima colonia africana in attesa di decolonizzazione. A complicare ulteriormente la posizione del Marocco, Fadel ha citato il parere consultivo del 1975 della Corte Internazionale di Giustizia (CIG), che ha esplicitamente escluso qualsiasi "legame di sovranità territoriale tra il Marocco e il Sahara Occidentale". Questa pronuncia, ha argomentato Fadel, priva il Marocco di qualsiasi legittimità giuridica sul territorio. A supporto di ciò, ha ricordato la risoluzione 34/37 (1979) dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la quale "deplora fermamente" la persistente occupazione del Sahara Occidentale da parte del Marocco.
In questo contesto, l'imposizione unilaterale del cosiddetto "piano di autonomia" da parte del Marocco è stata definita da Fadel come una "palese violazione del diritto internazionale". Il Fronte Polisario, riconosciuto come l'unico e legittimo rappresentante del popolo Saharawi, ha categoricamente respinto ogni proposta che non contempli l'opzione dell'indipendenza. Fadel ha concluso con una dichiarazione risoluta: "La questione saharawi non è una questione interna marocchina, ma una questione di decolonizzazione che deve essere risolta sulla base dell'esercizio del diritto inalienabile all'autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale.
