Campi profughi saharawi, 21 giugno 2025 – In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato il 20 giugno, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha rivolto un appello alla comunità internazionale per intensificare la solidarietà e le azioni concrete a favore dei rifugiati saharawi, che da quasi cinquant’anni vivono in condizioni estremamente precarie nei cinque campi situati nella regione di Tindouf, nel sud-ovest dell’Algeria.
In una dichiarazione ufficiale, l’UNHCR in Algeria ha ricordato che il tema del 2025, “Solidarietà con i rifugiati”, non deve restare uno slogan, ma un impegno reale e tangibile:
“Sostenere i rifugiati significa andare oltre le parole: significa fornire risorse, protezione e soluzioni sostenibili. I rifugiati saharawi vivono una delle crisi umanitarie più lunghe e meno visibili del nostro tempo.”
Nonostante il lavoro costante di 28 partner umanitari e il supporto del governo algerino, la situazione resta drammaticamente sottovalutata: il piano di risposta per l’anno in corso, pari a 103,9 milioni di dollari, ha ricevuto finora solo il 34% dei finanziamenti necessari.
Alistair Allan Bolton, rappresentante dell’UNHCR in Algeria, ha sottolineato l’urgenza della situazione:
“La solidarietà deve tradursi in aiuti concreti. I rifugiati saharawi hanno bisogno di cibo, acqua, assistenza sanitaria, istruzione e abitazioni dignitose. È inaccettabile che una crisi di mezzo secolo sia ancora ignorata dalla comunità internazionale.”
Dal 1975, decine di migliaia di saharawi vivono nei campi di Tindouf dopo essere fuggiti dal Sahara Occidentale a seguito del conflitto tra il Marocco e il Fronte Polisario. Generazioni intere sono cresciute in un contesto segnato da instabilità politica, carenze croniche e condizioni climatiche estreme.
L’UNHCR ha rinnovato in questa occasione la propria profonda gratitudine al governo e al popolo algerino, che continuano ad accogliere e sostenere i rifugiati saharawi con generosità e impegno costante, e ha ringraziato i donatori internazionali, tra cui alcuni paesi e soggetti del settore privato, che hanno mostrato solidarietà con questa popolazione dimenticata.
“È giunto il momento – conclude la nota – di trasformare la solidarietà in finanziamenti concreti e duraturi, per garantire a ogni rifugiato saharawi una vita dignitosa, libera dalla dipendenza umanitaria e basata su diritti riconosciuti.”
L’appello lanciato in questa Giornata Mondiale del Rifugiato si aggiunge a quelli già espressi da numerose organizzazioni umanitarie, che da anni denunciano la cronicizzazione di una crisi che rischia di essere dimenticata nel silenzio generale, aggravata dall’instabilità regionale e dal mancato raggiungimento di una soluzione politica al conflitto del Sahara Occidentale.
