Algeciras, 3 giugno 2025 – La Commissione Nazionale Saharawi per i Diritti Umani (CONASADH) ha espresso una ferma condanna nei confronti delle autorità marocchine. Al centro della denuncia c'è la decisione di impedire ai partecipanti della "Marcia per la Libertà" di raggiungere la prigione di Kenitra, dove sono arbitrariamente detenuti i prigionieri politici saharawi del gruppo Gdeim Izik. Questo episodio evidenzia ancora una volta la persistente repressione e la sistematica violazione dei diritti umani nei territori occupati del Sahara Occidentale.
Un Modus Operandi Consolidato: L'Espulsione degli Osservatori:
In una dichiarazione ufficiale, la ONG saharawi ha denunciato la prassi marocchina di espellere e negare l'accesso agli osservatori internazionali nelle zone occupate della Repubblica Saharawi. Questa condotta, ripetuta e impunita, mira a nascondere le continue politiche repressive attuate dall'occupazione contro qualsiasi cittadino saharawi che osi rivendicare libertà, dignità e il diritto all'autodeterminazione. L'impedimento alla Marcia per la Libertà, che vedeva la partecipazione di membri della delegazione internazionale come la signora Claude Mangan, si inserisce in questo preoccupante schema. La CONASADH ha ribadito la sua piena solidarietà sia ai membri della delegazione bloccata sia a tutti i prigionieri politici saharawi ingiustamente incarcerati.
Il Silenzio Complice di Bruxelles e Madrid:
La condanna della CONASADH si estende anche al vergognoso silenzio della Commissione dell'Unione Europea e del governo spagnolo. Entrambi sono accusati di essere complici dell'occupazione, abbandonando le proprie responsabilità legali e storiche nei confronti del popolo saharawi. Questo silenzio è interpretato come un tacito assenso alle violazioni dei diritti umani, minando la credibilità degli impegni internazionali in materia di giustizia e autodeterminazione.
Appelli alla Comunità Internazionale:
Di fronte a tale situazione, la CONASADH ha lanciato un accorato appello alla comunità internazionale affinché adotti misure urgenti per garantire il rispetto dei diritti umani nelle zone occupate del Sahara Occidentale. In particolare, viene richiesta l'istituzione di un meccanismo delle Nazioni Unite per monitorare e riferire sulla situazione dei diritti umani nella regione. Un ulteriore passo fondamentale sarebbe l'apertura delle zone occupate a parlamentari, osservatori, organizzazioni internazionali per i diritti umani e media, garantendo così trasparenza e accountability.
La ONG saharawi insiste inoltre sulla necessità di revocare il "blocco militare, di sicurezza e mediatico" e di rimuovere il muro di separazione che divide il popolo saharawi. Viene ribadita l'importanza del rispetto delle risoluzioni di legittimità internazionale e dell'attuazione delle normative delle Nazioni Unite in materia di decolonizzazione del Sahara Occidentale, un processo ancora incompiuto.
La Richiesta Incondizionata di Rilascio:
Infine, la CONASADH esige il rilascio immediato e incondizionato di tutti i difensori dei diritti umani e dei prigionieri politici saharawi detenuti nelle carceri marocchine. Viene anche chiesto di fare chiarezza sulla sorte di tutti i saharawi scomparsi, un'ombra persistente sulle violazioni commesse.
La situazione nel Sahara Occidentale richiede un'attenzione urgente e un'azione concreta da parte della comunità internazionale. Fino a quando i diritti fondamentali non saranno garantiti e il principio di autodeterminazione non sarà rispettato, la CONASADH continuerà la sua instancabile battaglia per la libertà e la giustizia del popolo saharawi.
