Sahara occidentale, 24 giugno 2025 - Un'analisi acuta di Daniel Jadue, architetto e sociologo cileno, ex sindaco di Recoleta ed ex candidato presidenziale, getta luce su una preoccupante convergenza tra l'occupazione marocchina del Sahara Occidentale e l'occupazione israeliana della Palestina. L'articolo di Jadue, intitolato "Dal Sahara alla Palestina: due occupazioni, un colonialismo", rivela come, nonostante la distanza geografica, queste due situazioni condividano radici profonde nel disprezzo per l'autodeterminazione dei popoli e per i diritti umani universali.
La recente fuga di notizie su un documento classificato, che conferma la presenza di soldati marocchini nella base militare israeliana di Merom, in territorio palestinese occupato, non solo svela la profondità dell'alleanza tra il Makhzen marocchino e il regime sionista. Essa porta alla luce una realtà ben più allarmante: la storica, strutturale e operativa convergenza tra due distinte, ma intrinsecamente connesse, forme di occupazione coloniale.
Un Progetto Coloniale Unico: Espropriazione, Negazione e Violenza
L'occupazione israeliana della Palestina e quella marocchina del Sahara Occidentale non possono essere considerate conflitti isolati. Sono piuttosto manifestazioni parallele di un identico progetto coloniale moderno, caratterizzato da espropriazione territoriale, negazione dell'identità e violenza strutturale come strumenti di dominio. Entrambe le occupazioni si nutrono di un sostegno comune: la legittimazione diplomatica delle potenze occidentali, un silenzio complice da parte delle organizzazioni internazionali e l'impiego sistematico di tecnologie di repressione e controllo, configurandosi come una vera e propria politica di sterminio fisico e politico delle popolazioni autoctone.
L'Alleanza tra Makhzen e Sionismo: Una Complicità Pericolosa
Dalla firma degli Accordi di Abramo nel 2020, il Marocco ha non solo normalizzato le sue relazioni con Israele, ma le ha anche istituzionalizzate attraverso una profonda e allarmante cooperazione militare. Questa alleanza si manifesta in addestramenti congiunti, scambi di intelligence, l'acquisizione di software di sorveglianza avanzati (come Pegasus) e, ora, persino la presenza di ufficiali marocchini in basi utilizzate per spiare e attaccare popolazioni quali palestinesi, libanesi e siriani. La recente rivelazione che soldati marocchini siano stati uccisi in un bombardamento iraniano mentre operavano in una struttura israeliana va oltre una semplice alleanza: essa denota una complicità attiva in un colonialismo armato.
Tattiche Identiche: Insediamenti, Sfruttamento e Negazione
L'aspetto più cinico di questa dinamica risiede nel fatto che il Makhzen agisce in Palestina con le stesse modalità con cui Israele opera nel Sahara Occidentale. Entrambi i regimi ricorrono a strategie identiche: la costruzione di insediamenti illegali, lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali (fosfati, pesca, gas), la repressione del dissenso e una propaganda insistente basata su una presunta "sovranità storica" sui territori occupati. Il Marocco nega l'esistenza del popolo saharawi con la stessa sfacciataggine con cui Israele nega l'esistenza del popolo palestinese.
In entrambi i contesti, i popoli occupati – Saharawi e Palestinesi – sono stati condannati all'esilio, alla prigionia o alla resistenza armata come unica alternativa allo sterminio. Parallelamente, gli occupanti cercano di presentarsi come alleati strategici dell'Occidente nella cosiddetta "guerra al terrore", mentre, di fatto, sviluppano sistemi di apartheid e saccheggio estrattivo a danno di altri popoli e territori.
Un Tradimento della Causa e l'Urgenza della Solidarietà Globale:
La complicità marocchina con Israele non rappresenta solo un tradimento della causa palestinese, ma anche di quella saharawi e di tutti i popoli che lottano contro il dominio. Come può chi nega la sovranità del proprio vicino pretendere riconoscimento internazionale? Come può chi si subordina al sionismo come forza ausiliaria rivendicare credibilità sulla scena mondiale? E come può il Marocco esigere silenzio riguardo alla propria occupazione se si addestra nelle stesse tecniche dell'occupante israeliano?
Dal Sud America, una regione anch'essa segnata dalle cicatrici del colonialismo e dell'imperialismo, emerge chiara la necessità di articolare una resistenza congiunta. Palestina e Sahara Occidentale non sono cause indipendenti; esse sono parte dello stesso fronte globale per l'autodeterminazione, la decolonizzazione e la giustizia sociale. La lotta contro l'occupazione non ha confini, così come non dovrebbe averne la solidarietà.
Oggi più che mai, è imperativo affermare con chiarezza: sionismo e makhzenismo sono due facce della stessa medaglia coloniale. E i popoli oppressi, prima o poi, presenteranno il conto.
