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Appello urgente all'ONU: 700 organizzazioni e personalità chiedono intervento per i prigionieri politici Saharawi in Marocco



Porto (Portogallo), 24 giugno 2025 – In un'azione coordinata e di vasta portata, 358 organizzazioni per i diritti umani e 378 eminenti personalità di spicco hanno unito le forze per inviare una lettera aperta congiunta al Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres. La missiva, datata 23 giugno 2025, esorta a un intervento immediato per affrontare la situazione critica dei prigionieri politici saharawi detenuti nelle carceri del Regno del Marocco, denunciando violazioni sistematiche del diritto internazionale dei diritti umani.

La lettera condanna energicamente le continue detenzioni arbitrarie, le torture e la negazione del giusto processo subite dai prigionieri saharawi, con particolare attenzione ai membri del noto gruppo Gdeim Izik. I firmatari sottolineano come queste violazioni persistano nonostante le molteplici pronunce e pareri emessi dai principali meccanismi delle Nazioni Unite per i diritti umani, tra cui il Comitato contro la Tortura (CAT) e il Gruppo di Lavoro sulla Detenzione Arbitraria (WGAD).

Le Inquietanti Prove dei Meccanismi ONU:

A riprova delle loro accuse, le organizzazioni citano esplicitamente diverse decisioni del CAT che hanno riconosciuto l'uso di tortura e trattamenti inumani contro specifici prigionieri. Tra i casi menzionati vi sono quelli di Sidi Abdallah Abbahah, Mohamed Bourial, Abdeljalil Laaroussi e Mohamed Bani, per i quali il CAT ha emesso sentenze vincolanti (CAT/C/72/D/871/2018, CAT/C/72/D/923/2019, CAT/C/74/D/891/2018 e CAT/C/75/D/999/2020). Tali decisioni hanno richiesto misure immediate, inclusa la cessazione degli abusi, adeguata assistenza medica e il trasferimento dei detenuti in strutture più prossime alle loro famiglie.

Parallelamente, il WGAD ha espresso pareri legali (come A/HRC/27/48/Add.5 e A/HRC/WGAD/2023/23) in cui ha concluso che la detenzione dei membri del gruppo Gdeim Izik è arbitraria ai sensi del diritto internazionale, sollecitandone l'immediato rilascio. Sebbene le conclusioni del WGAD non siano giuridicamente vincolanti, esse detengono un peso considerevole nell'architettura dei diritti umani delle Nazioni Unite.

La Sfiducia Nelle Sentenze e L'Ostacolo alla Giustizia:

Nonostante la chiarezza di queste sentenze e pareri, la lettera evidenzia con preoccupazione come le autorità marocchine abbiano ignorato sistematicamente le richieste avanzate dai meccanismi ONU. Ancora più grave, i firmatari denunciano che le decisioni ufficiali delle Nazioni Unite sarebbero state deliberatamente nascoste ai prigionieri stessi, negando loro l'accesso a documenti legali fondamentali e violando in tal modo il loro diritto al giusto processo e alla rappresentanza legale.

"Questo diniego di accesso," si legge nella lettera, "costituisce una flagrante violazione del giusto processo e un'ostruzione deliberata alla giustizia. Isola questi prigionieri dagli stessi meccanismi che dovrebbero proteggerli e rafforza ulteriormente un sistema di segretezza e impunità."

I firmatari avvertono che la persistente inosservanza da parte del Marocco mina non solo la credibilità degli strumenti internazionali sui diritti umani, ma minaccia anche l'autorità e l'efficacia delle stesse Nazioni Unite.

Richiesta di Azioni Decisive:

Alla luce di queste gravi violazioni, i firmatari della lettera aperta esortano il Segretario Generale Guterres ad adottare misure decise e immediate:

Riaffermare pubblicamente la natura vincolante delle decisioni del CAT e l'importanza dei pareri del WGAD.

Richiedere l'immediato rilascio di tutti i prigionieri politici saharawi detenuti in violazione del diritto internazionale.

Esercitare pressione sul Marocco affinché adempia ai propri obblighi derivanti dai trattati delle Nazioni Unite, inclusa la consegna di documenti legali ai prigionieri e l'accesso all'assistenza legale.

Evidenziare queste violazioni nei rapporti ufficiali delle Nazioni Unite e nelle dichiarazioni pubbliche.

"I prigionieri politici saharawi sono stati messi a tacere, isolati e ignorati per troppo tempo," conclude la lettera. "È ora che le Nazioni Unite affermino la propria autorità e riaffermino lo stato di diritto internazionale."

Questa incisiva lettera aperta emerge in un momento di crescente pressione da parte della società civile e del popolo saharawi, che chiedono con forza alla comunità internazionale di adottare misure concrete per porre fine all'occupazione illegale del Sahara Occidentale da parte del Marocco e affrontare l'urgente crisi dei diritti umani nei territori occupati.

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