Parigi, 7 maggio 2025 - L'Associazione degli Amici della Repubblica Araba Saharawi Democratica (AARASD) ha lanciato un pressante appello ai sostenitori della causa saharawi affinché partecipino in massa alla marcia internazionale che culminerà ad Algeciras il prossimo 31 maggio. Questa tappa cruciale in Spagna precede l'attraversamento verso il Marocco, segnando un'escalation nella mobilitazione per i diritti del popolo saharawi.
In un comunicato ufficiale inviato all'SPS, l'AARASD ha dichiarato: "Ci appelliamo a tutti i sostenitori affinché si uniscano numerosi ad Algeciras il 31 maggio e facciano sentire pacificamente la loro voce contro il divieto marocchino di ingresso nel regno. Il nostro obiettivo è sostenere il popolo saharawi e il Fronte Polisario nella loro legittima lotta per la liberazione."
L'iniziativa prevede, dopo il concentramento ad Algeciras, la traversata in traghetto verso Tangeri e un successivo sit-in di protesta di fronte al carcere di Kenitra. L'AARASD auspica che questa azione possa incontrare l'attenzione e la solidarietà delle associazioni e dei cittadini marocchini sensibili al rispetto dei diritti umani.
La marcia, originariamente concepita per la liberazione dei prigionieri politici saharawi, ha rapidamente assunto una dimensione internazionale. Fin dalla sua ideazione, ha ricevuto il sostegno delle autorità della Repubblica Araba Saharawi Democratica e del Presidente Brahim Ghali. Un significativo appoggio è giunto anche dal Sahara Occidentale occupato, con l'attivista per i diritti umani Aminatou Haidar che ha espresso il suo pieno sostegno. Parallelamente, l'Associazione per la Difesa dei Prigionieri Politici Saharawi (LPPS) ha tenuto un incontro clandestino a El Aïoun, ribadendo l'urgenza della liberazione di tutti i prigionieri.
L'AARASD ha accolto con favore le recenti mobilitazioni nei campi profughi saharawi in Algeria, interpretandole come un segnale di speranza che riecheggia le iniziative in corso in Francia e Spagna. Insieme alle organizzazioni per i diritti umani, l'associazione ha rinnovato la richiesta per l'istituzione immediata di un meccanismo permanente di monitoraggio dei diritti umani nel Sahara Occidentale, territorio occupato dal Marocco. In tal senso, viene considerata essenziale una missione investigativa da parte dell'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite.
Un interrogativo pressante è stato inoltre rivolto al Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), chiedendo chiarimenti sul mancato accesso ai prigionieri saharawi detenuti nelle carceri marocchine, dove persistono gravi segnalazioni di maltrattamenti.
L'Associazione Amici della RASD ha voluto esprimere un particolare ringraziamento a uno dei suoi membri, Claude Mangin-Asfari, la cui situazione personale incarna la drammaticità della questione. A Claude, marito della prigioniera politica Naama Asfari, condannata arbitrariamente a 30 anni di reclusione, è stato impedito di entrare in Marocco dal 2016 e di poter visitare il coniuge nel carcere di Kenitra.
Nonostante le restrizioni, Naama riesce a comunicare telefonicamente con Claude due volte a settimana, riferendogli come tutti i detenuti saharawi nelle carceri marocchine stiano seguendo con grande speranza e partecipazione emotiva gli sviluppi di questa marcia.
Infine, l'associazione ha reso omaggio ai saharawi esiliati in Francia e Spagna, per i quali questa mobilitazione rappresenta un'opportunità cruciale per esprimere pubblicamente le proprie richieste: la liberazione dei loro cari, definiti "detenuti arbitrariamente" dal gruppo di lavoro di Ginevra sulle detenzioni arbitrarie, e l'affermazione del loro inalienabile diritto all'indipendenza.
