La marcia, tradizionalmente dedicata alla difesa dei diritti dei lavoratori, ha assunto quest’anno anche un forte valore politico e internazionale, grazie alla presenza visibile e organizzata del movimento di solidarietà con il popolo saharawi.
Tra slogan che reclamavano salari dignitosi, orari di lavoro equi e diritti sindacali pienamente riconosciuti, è risuonata con forza anche la richiesta di libertà e autodeterminazione per il Sahara Occidentale, territorio ancora sotto occupazione marocchina.
Una presenza organizzata e solidale:
La causa saharawi è stata rappresentata con decisione e partecipazione da parte del Coordinamento sindacale canario di appoggio al popolo saharawi, in collaborazione con l’ufficio del Fronte Polisario (Fronte Popolare per la Liberazione di Saguia El-Hamra e Rio de Oro), l’Associazione Canaria di Amicizia con il Popolo Saharawi, e diversi lavoratori saharawi residenti a Las Palmas.
I manifestanti hanno sfilato portando bandiere nazionali saharawi, striscioni e cartelli che denunciavano la sistematica violazione dei diritti umani nei territori occupati e il saccheggio delle risorse naturali saharawi. Non sono mancate critiche alla posizione del primo ministro spagnolo, accusato di complicità politica con l’occupazione marocchina.
Tra i partecipanti anche il rappresentante del Fronte Polisario a Gran Canaria, Ali Salem Sidi Al-Zein, e un gruppo del Movimento canario di solidarietà con il popolo saharawi, che ha ribadito il proprio sostegno alla lotta del popolo saharawi per la libertà e l'indipendenza.
I prigionieri politici saharawi e la memoria di Gdeim Izik:
Particolare rilievo è stato dato alla campagna internazionale per la liberazione dei prigionieri politici saharawi, molti dei quali incarcerati dopo la rivolta pacifica del campo di protesta di Gdeim Izik nel 2010. I manifestanti hanno espresso solidarietà ai detenuti e alle loro famiglie, chiedendo la fine della repressione e il rispetto del diritto internazionale umanitario.
Appoggio istituzionale e sindacale:
La manifestazione ha visto la partecipazione e l’intervento di figure istituzionali canarie da sempre vicine alla causa saharawi. Tra questi, Carmelo Ramírez, consigliere del Cabildo di Gran Canaria per la Solidarietà Internazionale, e Luis Campos, parlamentare e presidente del Gruppo di Amicizia con il Popolo Saharawi nel Parlamento delle Canarie. Entrambi hanno ribadito l’impegno dell’isola a mantenere viva la voce della giustizia e della solidarietà.
Durante il comizio conclusivo, dirigenti sindacali spagnoli hanno preso la parola per riaffermare che la lotta per i diritti del lavoro non può essere separata dalla difesa dei diritti umani e della dignità dei popoli, esprimendo unità con la resistenza saharawi.
