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Giornalisti uniti per il Sahara Occidentale: un appello globale contro l'occupazione e per la libertà di stampa


Buenos Aires, 31 maggio 2025 – Si è conclusa venerdì 30 maggio a Buenos Aires la Seconda Conferenza Internazionale di Giornalisti e Professionisti dei Media in Solidarietà con il Popolo Saharawi, un evento cruciale che ha ribadito con forza la condanna della criminalizzazione del lavoro giornalistico da parte dell'occupazione marocchina nel Sahara Occidentale. La conferenza ha lanciato un appello all'unificazione degli sforzi mediatici globali per illuminare l'opinione pubblica internazionale sulla causa saharawi, rompere il blocco informativo e contrastare la propaganda marocchina.


Un fronte comune contro il "muro del silenzio":

Organizzata congiuntamente dall'Unione dei Giornalisti, Scrittori e Artisti Saharawi e dalla sezione argentina della Federazione dei Giornalisti, in collaborazione con sindacati e organizzazioni solidali, la conferenza si è svolta dal 28 al 30 maggio sotto lo slogan "Giornalismo e Azione per la Decolonizzazione del Sahara Occidentale". Ha riunito giornalisti provenienti da oltre dieci paesi, tutti uniti dall'obiettivo di scardinare il "muro del silenzio" imposto dai media internazionali, spesso influenzati da potenti gruppi di pressione filo-marocchini.

I partecipanti hanno enfatizzato la necessità di amplificare la voce del popolo saharawi a livello mondiale, aumentare la consapevolezza pubblica e mobilitare la società civile a sostegno della loro causa. "Gli sforzi congiunti sono essenziali per rompere questo blocco informativo", hanno dichiarato, sottolineando il ruolo fondamentale di un'informazione libera e accurata.


Rafforzare la rete informativa internazionale e proteggere i giornalisti:

La dichiarazione finale della conferenza ha delineato una serie di raccomandazioni chiave, tra cui:

Rafforzare una rete informativa internazionale: L'obiettivo è facilitare lo scambio di contenuti, monitorare gli sviluppi nel Sahara Occidentale e garantire un'informazione accurata per smantellare la propaganda marocchina.

Aumentare la presenza di giornalisti nel Sahara Occidentale occupato: È stata sollecitata una maggiore copertura sul campo e un miglioramento della comunicazione con gli operatori dei media nei territori occupati, nei campi profughi e nelle zone liberate, per veicolare la realtà direttamente dal territorio.

Difendere i giornalisti saharawi: La conferenza ha chiesto di denunciare le violazioni dei diritti umani nei loro confronti, difendere la loro sicurezza e sostenere attivamente la libertà di stampa.

Sostenere i media nella RASD: È stata raccomandata assistenza tecnica, logistica e formativa per i giornalisti e gli operatori dei media della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), riconoscendo il Sahara Occidentale come "l'ultima colonia dell'Africa" e uno dei 17 territori ancora in attesa di decolonizzazione sotto la supervisione delle Nazioni Unite.


Un impegno per il futuro e la solidarietà:

I partecipanti si sono impegnati a creare una piattaforma mediatica internazionale dedicata a seguire gli sviluppi della causa Saharawi, incoraggiando al contempo le reti nazionali a rafforzare la solidarietà locale, accompagnare la lotta saharawi e aumentare la consapevolezza globale.

La conferenza ha inoltre espresso il suo pieno sostegno alla Marcia per la libertà dei prigionieri politici saharawi, che attraverserà l'Europa diretta verso la prigione di Kenitra in Marocco. L'iniziativa mira a porre l'attenzione sulla drammatica situazione dei prigionieri politici saharawi detenuti nelle carceri marocchine, evidenziando le continue violazioni dei diritti umani.

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