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Sahara Occidentale: Ondata di indignazione per il sostegno di Madrid al piano marocchino


Madrid, 23 aprile 2025 - Le dichiarazioni del ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares a sostegno del piano di autonomia marocchino per il Sahara Occidentale hanno innescato una veemente reazione a catena, scatenando la condanna unanime del Fronte Polisario, delle organizzazioni di solidarietà, di forze politiche interne alla stessa coalizione di governo e di una base socialista sempre più critica.

Durante un incontro istituzionale con l'omologo marocchino Nasser Bourita, il ministro Albares ha ribadito la controversa posizione del governo spagnolo, un appoggio che numerosi osservatori denunciano come una palese violazione del diritto internazionale, un'indifferenza verso la volontà popolare spagnola e un tradimento degli impegni assunti dall'esecutivo progressista.

Fronte Polisario: "Albares megafono delle rivendicazioni di Rabat"

Il rappresentante del Fronte Polisario in Spagna, Abdulah Arabi, non ha usato mezzi termini nel condannare le parole di Albares, definendo il suo tono più consono a un portavoce del "regime alawita". Arabi ha sottolineato la stridente contraddizione tra questo atteggiamento e la декларируемая politica del governo spagnolo di promozione e difesa dei diritti umani.

"Qualsiasi proposta che non rispetti il diritto inalienabile all'autodeterminazione e all'indipendenza del popolo saharawi è intrinsecamente contraria al diritto internazionale", ha ammonito il rappresentante saharawi, ribadendo l'impegno del Fronte Polisario a tutelare i diritti legittimi della popolazione saharawi.

CEAS-Sahara: "Posizione anacronistica e complice del Marocco"

Ancora più duro il giudizio del Coordinatore statale delle associazioni in solidarietà con il Sahara (CEAS-Sahara). La presidente Maite Isla ha bollato come "vergognose" le dichiarazioni di Albares, accusando il governo spagnolo di porsi al di fuori del quadro giuridico internazionale e in netto contrasto con il sentire maggioritario della cittadinanza.

"Nessuno può costringere il popolo saharawi a rinunciare ai propri diritti legittimi", ha ricordato Isla, citando le parole del presidente saharawi Brahim Ghali. Il CEAS-Sahara ha riaffermato il proprio sostegno al Fronte Polisario quale unico e legittimo rappresentante del popolo saharawi, lanciando un appello alla mobilitazione della società civile in difesa del diritto internazionale.

La società civile interpella i militanti socialisti:

Le organizzazioni solidali con il popolo saharawi hanno definito la posizione governativa "illegale ed eticamente riprovevole", sollecitando i partiti alleati del PSOE nella coalizione di governo a rompere il silenzio e a esercitare pressione per una immediata retromarcia. Un appello diretto è stato rivolto anche alla base del PSOE, in particolare a coloro che in passato hanno manifestato il proprio sostegno alla causa saharawi: "Gli attivisti che hanno ospitato e accolto i rappresentanti saharawi, anche nelle istituzioni parlamentari, hanno il dovere morale di denunciare questo tradimento", hanno dichiarato.

Sumar e Podemos all'attacco: "Cambio di rotta sleale del PSOE"

La sortita di Albares ha generato un profondo malessere anche all'interno della compagine governativa. Da Sumar, la coordinatrice generale Lara Hernández ha espresso una ferma condanna del sostegno al piano marocchino, definendolo un atto di "slealtà" e accusando il PSOE di aver infranto il consenso sul sostegno all'autodeterminazione del popolo saharawi. "Il PSOE sta venendo meno agli impegni del governo progressista", ha tuonato Hernández, annunciando che il gruppo parlamentare presenterà iniziative al Congresso per sollecitare una correzione di rotta.

Sulla stessa linea il portavoce di Podemos, Pablo Fernández, che ha ricordato lo storico debito della Spagna nei confronti del Sahara Occidentale, stigmatizzando la posizione assunta dall'esecutivo.

Malcontento serpeggia tra i socialisti: "Coerenza e rispetto del diritto internazionale"

Le critiche non si sono fatte attendere neanche all'interno del Partito Socialista Operaio Spagnolo. La piattaforma "Socialisti per il Sahara", nata in seguito al controverso cambio di posizione di Pedro Sánchez nel 2023, ha diffuso un comunicato esprimendo profonda preoccupazione per l'endorsement del ministro Albares alla proposta unilaterale del Marocco. Questo gruppo, composto da militanti di base e funzionari eletti, ha esortato la leadership del PSOE ad avviare un processo di riflessione, chiarimento e rettifica, ricordando che "la posizione storica del PSOE è sempre stata quella di sostenere la legalità internazionale e il diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione", invocando coerenza con il ruolo che la Spagna deve svolgere in quanto potenza amministratrice de jure del Sahara Occidentale.

Un isolamento crescente per Madrid:

La posizione del governo spagnolo appare sempre più isolata, sia sul fronte interno che su quello esterno. Mentre una vasta parte della società civile, le forze politiche di sinistra, le organizzazioni sociali e la base socialista continuano a sostenere il sacrosanto diritto del popolo saharawi a decidere del proprio futuro, il governo guidato dal PSOE si schiera apertamente con una potenza occupante accusata di sistematiche violazioni dei diritti umani e di sfruttamento delle risorse del Sahara Occidentale.

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