Madrid (Spagna), 22 gennaio 2025 - Il Terminal 4 dell'aeroporto Adolfo Suárez di Madrid-Barajas è stato teatro ieri di un'accoglienza commossa per due attivisti spagnoli e un giornalista, espulsi dal regime di occupazione marocchino dalla città saharawi occupata di Dakhla. L'evento, organizzato dai movimenti di solidarietà con il popolo saharawi, in collaborazione con la delegazione del Fronte POLISARIO in Spagna, guidata da Abdulah Arabi, ha rappresentato un momento di forte sostegno e di denuncia delle azioni repressive del Marocco.
Gli attivisti e il giornalista, membri di una missione di osservazione, erano stati arrestati dai servizi repressivi marocchini mentre si trovavano presso l'abitazione di attivisti saharawi a Dakhla. In seguito all'arresto, sono stati trasferiti nella città marocchina di Agadir, dove sono stati trattenuti prima di essere espulsi con un volo per Tenerife e, infine, trasferiti a Madrid.
L'espulsione ha suscitato una ferma condanna da parte del Coordinatore statale delle associazioni di solidarietà con il Sahara (CEAS-Sahara), che ha denunciato la violazione dei diritti degli osservatori internazionali e la grave situazione in cui versa la popolazione civile saharawi nelle zone occupate. Il CEAS-Sahara ha inoltre sottolineato come il regime marocchino tenti sistematicamente di silenziare ogni tentativo di dare visibilità alle violazioni dei diritti umani nel Sahara Occidentale, definito come "la più grande prigione a cielo aperto del mondo".
Al loro arrivo a Madrid, gli espulsi hanno condiviso le loro testimonianze con i media, denunciando il trattamento subito da parte del regime marocchino ed esprimendo profonda preoccupazione per la sorte degli attivisti saharawi rimasti nelle zone occupate, esposti alla repressione marocchina senza alcuna protezione. Hanno inoltre puntato il dito contro la complicità della compagnia aerea Ryanair, che opera voli per Dakhla, contribuendo, secondo la denuncia del CEAS-Sahara, alla normalizzazione illegale dell'occupazione.
Abdulah Arabi, rappresentante del Fronte POLISARIO in Spagna, in dichiarazioni ai media, ha affermato che l'espulsione degli osservatori spagnoli è un chiaro esempio delle strategie repressive adottate dal regime marocchino per occultare le continue violazioni dei diritti umani nelle zone occupate. "Se questa espulsione è stata violenta per degli stranieri, immaginiamo cosa debba affrontare quotidianamente la popolazione civile saharawi sotto questo regime," ha dichiarato Arabi, sottolineando la precarietà e il costante rischio a cui sono esposti gli attivisti saharawi.
Arabi ha inoltre criticato aspramente l'attuale governo spagnolo per la sua posizione di connivenza con il regime marocchino, evidenziando come l'operato di compagnie aeree come Ryanair, che effettuano voli verso le zone occupate, costituisca una grave violazione del diritto internazionale e un tentativo di normalizzare l'occupazione militare.
Nelle sue dichiarazioni, Arabi ha voluto rendere omaggio al coraggio degli attivisti saharawi che, nonostante la repressione, continuano a opporre una ferma resistenza all'occupazione. “Nelle zone occupate, i saharawi subiscono da anni persecuzioni, sparizioni forzate e incarcerazioni, semplicemente per aver rivendicato il legittimo diritto del loro popolo all’autodeterminazione. È il prezzo che pagano per mantenere viva la loro lotta”, ha sottolineato.
In risposta a questi eventi, il CEAS-Sahara ha presentato una denuncia formale al Ministero degli Affari Esteri spagnolo, chiedendo di presentare una protesta ufficiale al governo marocchino.
L'accoglienza a Madrid ha ribadito la ferma determinazione dei movimenti di solidarietà con il Fronte POLISARIO a proseguire la lotta per l'autodeterminazione del popolo saharawi. Mentre gli espulsi hanno espresso la loro gratitudine per il sostegno ricevuto, i presenti hanno rinnovato il loro impegno a continuare a denunciare le violazioni dei diritti subite dalla popolazione saharawi sotto l'occupazione marocchina.
