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Xanana Gusmão rilancia la causa del Sahara Occidentale: «L'ONU realizzi il referendum di autodeterminazione per il popolo saharawi»



Dili (Timor Est), 1 luglio 2026 – Il Primo Ministro di Timor Est, Kay Rala Xanana Gusmão, ha rinnovato il proprio sostegno al diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione, sollecitando le Nazioni Unite a dare piena attuazione alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e a organizzare il referendum di autodeterminazione nel Sahara Occidentale, previsto dal piano di pace dell'ONU ma mai realizzato.

L'appello è stato pronunciato il 25 giugno 2026 presso l'Aula Magna dell'Università di Lisbona, in Portogallo, durante la cerimonia di conferimento del Premio Professore Dottor Jorge Miranda – "Costituzione e Diritti Umani", assegnato al capo del governo timorese in riconoscimento del suo contributo alla difesa dei diritti umani e dei valori costituzionali.

Nel suo intervento, Xanana Gusmão ha sottolineato che il riconoscimento ricevuto non rappresenta un merito esclusivamente personale, ma il risultato del lungo percorso di un intero popolo che ha lottato, sofferto e perseverato per conquistare la propria libertà e il diritto di decidere il proprio destino.

«Questo premio appartiene ai martiri della nostra patria e al popolo di Timor Est», ha affermato il Primo Ministro, ricordando come l'indipendenza del Paese costituisca una delle più significative affermazioni del diritto dei popoli all'autodeterminazione e della tutela dei diritti umani.

Nel corso del discorso, Gusmão ha ripercorso le tappe della lotta del popolo timorese per l'indipendenza, soffermandosi anche sulla situazione del Sahara Occidentale, che ha definito una delle questioni irrisolte del processo di decolonizzazione.

«Permettetemi – perché non posso fare a meno di farlo – di ricordare qui un altro popolo che, pur essendo più vicino all'Europa, continua a soffrire: il popolo saharawi», ha dichiarato.

Il leader timorese ha quindi ribadito il proprio appello alla comunità internazionale:

«Continuo a chiedere l'attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza sul Sahara Occidentale, affinché venga finalmente organizzato un referendum di autodeterminazione per il popolo saharawi. Questo è uno dei sogni irrealizzati di cui parlo.»

Richiamando il quadro giuridico internazionale, Gusmão ha ricordato che dal 1975 gli organismi giurisdizionali internazionali hanno costantemente sostenuto che la questione del Sahara Occidentale debba essere affrontata nel rispetto dei principi sanciti dalle risoluzioni dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sul diritto dei popoli all'autodeterminazione e alla sovranità.

Il Primo Ministro ha inoltre evocato un ricordo personale legato alla creazione, nel 1991, della Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO). All'epoca, guidava la resistenza armata timorese contro l'occupazione indonesiana e guardava con speranza agli sviluppi nel Sahara Occidentale.

«Come molti altri guerriglieri e miei connazionali, ero profondamente motivato e convinto che, se il referendum si fosse svolto nel Sahara Occidentale, sarebbe arrivato anche il nostro turno», ha ricordato.

Ha infine espresso il rammarico per il mancato svolgimento della consultazione popolare:

«Quando il referendum nel Sahara Occidentale fu rinviato, ne fummo profondamente devastati.»

Le dichiarazioni di Xanana Gusmão riaffermano il tradizionale sostegno di Timor Est alla causa saharawi e richiamano l'attenzione della comunità internazionale sulla necessità di completare il processo di decolonizzazione del Sahara Occidentale attraverso l'esercizio del diritto all'autodeterminazione, nel quadro delle risoluzioni delle Nazioni Unite.

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