Sahara Occidentale, 28 giugno 2026 – Il Comitato per la Protezione dei Civili Saharawi del Collettivo dei Difensori Saharawi dei Diritti Umani nel Sahara Occidentale (CODESA) ha lanciato sabato 27 giugno un appello urgente alla comunità internazionale, chiedendo un intervento immediato per salvare la vita del difensore dei diritti umani e prigioniero politico saharawi El-Naama Asfari, detenuto nel Carcere Centrale di Kenitra, in Marocco.
Secondo il comunicato diffuso da CODESA, Asfari è in sciopero della fame a tempo indeterminato dall'8 giugno 2026. Il protrarsi della protesta sta causando un rapido e grave deterioramento delle sue condizioni di salute, suscitando forti preoccupazioni per la sua incolumità fisica e psicologica.
L'organizzazione rivolge un appello alle Nazioni Unite, al Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) e a tutti gli organismi internazionali competenti affinché intervengano con la massima urgenza per garantire la tutela della vita e dei diritti fondamentali del detenuto.
Nel comunicato, CODESA attribuisce alle autorità marocchine la piena responsabilità delle conseguenze mediche e psicologiche derivanti dal proseguimento dello sciopero della fame, chiedendo che vengano accolte le richieste avanzate da Asfari in quanto prigioniero di coscienza.
El-Naama Asfari è detenuto dal novembre 2010 e sta scontando una condanna a 30 anni di reclusione in relazione agli eventi del campo di Gdeim Izik. Organizzazioni saharawi per i diritti umani e numerosi movimenti di solidarietà internazionale sostengono che la sua detenzione sia legata al suo impegno nella difesa del diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi.
L'appello di CODESA richiama ancora una volta l'attenzione della comunità internazionale sulla situazione dei prigionieri politici saharawi e rinnova la richiesta di un intervento urgente per garantire il rispetto dei diritti umani e delle norme del diritto internazionale.
