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20 maggio 1973: l’inizio della lotta armata del Fronte Polisario e la lunga questione del Sahara Occidentale



Sahara Occidentale, 20 maggio 2026 – Il 20 maggio 1973 segna una data di svolta nella storia contemporanea del Sahara Occidentale, con l’avvio della lotta armata del Fronte Polisario contro l’amministrazione coloniale spagnola. L’azione condotta contro il posto di polizia di El Janga (El-Khanga) viene generalmente considerata il primo atto militare organizzato del movimento indipendentista sahrawi e l’inizio di un conflitto destinato a protrarsi per decenni.

Le origini storiche del conflitto:

Le radici della disputa affondano nel periodo coloniale. Dal 1884, la Spagna consolidò il controllo sul territorio dell’attuale Sahara Occidentale, instaurando un’amministrazione coloniale che nel tempo alimentò crescenti forme di opposizione locale. Nel corso del XX secolo, soprattutto nella fase finale del colonialismo europeo in Africa, maturò tra la popolazione sahrawi un forte movimento di autodeterminazione.

La nascita del Fronte Polisario:

In questo contesto, nel 1973 prese forma il Fronte Polisario (Fronte Popolare per la Liberazione di Saguia el-Hamra e Rio de Oro), con l’obiettivo dichiarato di porre fine alla presenza coloniale spagnola e di rivendicare il diritto all’autodeterminazione del popolo sahrawi.

Tra i principali dirigenti storici del movimento figura Brahim Ghali, esponente di primo piano nella successiva evoluzione politica e istituzionale della causa sahrawi.

L’attacco a El Janga (El-Khanga):

Il 20 maggio 1973, il Fronte Polisario realizzò la sua prima azione armata contro le forze coloniali spagnole, colpendo il posto di polizia di El Janga. L’operazione, di portata limitata sul piano militare ma altamente simbolica, rappresentò un momento fondativo per il movimento, sancendo il passaggio dalla mobilitazione politica alla resistenza armata.

Dalla guerra al cessate il fuoco:

L’azione del 1973 aprì una fase di conflitto prolungato che si intensificò negli anni successivi, coinvolgendo la Spagna prima e, dopo il ritiro coloniale del 1975, anche gli Stati regionali interessati alla disputa territoriale. Il conflitto causò migliaia di vittime e un ampio fenomeno di sfollamento della popolazione sahrawi.

Nel 1991, le Nazioni Unite promossero un cessate il fuoco tra le parti e istituirono la missione MINURSO, con il mandato di organizzare un referendum per l’autodeterminazione del territorio. Tuttavia, il processo referendario non è mai stato completato.

Una questione ancora irrisolta:

Ad oggi, lo status del Sahara Occidentale rimane uno dei principali conflitti irrisolti a livello internazionale. Il territorio è diviso tra aree controllate dal Marocco e zone amministrate dal Fronte Polisario, mentre le posizioni delle parti restano profondamente divergenti: da un lato la rivendicazione dell’indipendenza sahrawi, dall’altro l’affermazione della sovranità marocchina sul territorio.

Nel 2020, il Fronte Polisario ha dichiarato la ripresa delle ostilità in seguito alle tensioni legate alla situazione sul campo e al blocco del processo politico.

L’eredità del 20 maggio 1973:

A distanza di oltre cinquant’anni, l’azione di El Janga resta un riferimento centrale nella memoria politica sahrawi. Per il Fronte Polisario e per una parte significativa del movimento di solidarietà internazionale, quel giorno rappresenta l’inizio di una lunga lotta per l’autodeterminazione, ancora oggi priva di una soluzione definitiva.

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