Sahara Occidentale, 20 maggio 2026 – Il portale d’informazione saharawi ECSAHARAUI ha pubblicato un’approfondita analisi dedicata all’attuale escalation politica e militare nel Sahara Occidentale, soffermandosi sulle recenti dichiarazioni degli Stati Uniti a sostegno del Marocco e sulla risposta del Fronte Polisario, che continua a rivendicare il diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione e all’indipendenza.
Secondo quanto riportato nell’articolo pubblicato il 19 maggio da ECSAHARAUI, il Fronte Polisario ha denunciato il protrarsi dell’occupazione marocchina del Sahara Occidentale, riaffermando la legittimità della propria lotta politica e militare dopo le critiche espresse dagli Stati Uniti in merito alle recenti operazioni condotte nei pressi della città occupata di Smara.
Al centro della polemica vi sono le dichiarazioni dell’ambasciatore statunitense in Marocco, Duke Buchan, che ha definito come “violenza” le operazioni rivendicate dall’Esercito di Liberazione del Popolo Saharawi (EPLS), senza tuttavia fare riferimento – secondo il Polisario – al contesto di occupazione militare e di stallo politico che caratterizza il conflitto da decenni.
Il Fronte Polisario sostiene che le operazioni del 5 maggio contro postazioni militari marocchine nel settore occupato di Smara rappresentino una risposta legittima alla violazione del cessate il fuoco da parte del Marocco nel novembre 2020. Secondo la versione saharawi, gli attacchi avrebbero preso di mira esclusivamente infrastrutture militari dell’esercito marocchino.
Le tensioni si inseriscono inoltre nel contesto delle esercitazioni militari “African Lion”, guidate dagli Stati Uniti e svolte in territorio marocchino e nelle aree limitrofe al Sahara Occidentale occupato. Il Fronte Polisario e numerosi movimenti di solidarietà internazionale interpretano tali manovre come un ulteriore rafforzamento del sostegno militare occidentale a Rabat.
Parallelamente, Washington continua a sostenere il piano marocchino di autonomia per il Sahara Occidentale, considerato dagli Stati Uniti una possibile base per una soluzione politica del conflitto. Il Fronte Polisario, tuttavia, ribadisce che tale proposta “non può sostituire il diritto inalienabile del popolo saharawi di decidere liberamente il proprio futuro attraverso un referendum di autodeterminazione”, previsto dalle risoluzioni delle Nazioni Unite e dal diritto internazionale.
Negli ultimi giorni, diversi Paesi occidentali alleati del Marocco hanno condannato gli attacchi contro le posizioni marocchine, mentre organizzazioni saharawi e reti di solidarietà internazionale denunciano l’assenza di pressioni concrete su Rabat per rilanciare il processo politico e permettere l’organizzazione del referendum promesso dall’ONU sin dal 1991.
Il conflitto nel Sahara Occidentale continua così a vivere una fase di forte stallo diplomatico, aggravata dalla crescente militarizzazione del territorio e dalle persistenti accuse di violazioni dei diritti umani nelle aree occupate. Il Fronte Polisario insiste sul fatto che la soluzione della questione saharawi passi attraverso un autentico processo di decolonizzazione e il pieno rispetto del diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione.
