Modena, 16 maggio 2026 – Due appuntamenti, due comunità coinvolte e un unico obiettivo: mantenere alta l’attenzione sulla causa del Sahara Occidentale e far conoscere alla cittadinanza la realtà quotidiana del popolo saharawi nei campi profughi di Tindouf, in Algeria.
Nel mese di maggio, l’Associazione Kabara Lagdaf di Modena ha promosso, in collaborazione con enti locali e realtà del volontariato, due momenti pubblici di sensibilizzazione e approfondimento. In entrambi gli incontri sono state portate testimonianze dirette di chi, lo scorso aprile, ha partecipato alla delegazione istituzionale dell’Emilia-Romagna nei campi profughi saharawi.
Nonantola: un viaggio di solidarietà oltre i confini:
Il primo appuntamento si è svolto lunedì 4 maggio presso il Palazzo della Partecipanza Agraria di Nonantola, con la serata “Reportage dai campi Saharawi”, dedicata al racconto della missione umanitaria nei campi profughi nel deserto algerino.
Attraverso immagini, video e testimonianze dirette, cittadini, volontari e amministratori hanno potuto conoscere da vicino una realtà segnata da oltre cinquant’anni di esilio.
Tra gli interventi istituzionali, quello di Ileana Borsari, assessora ai Servizi sociali e al volontariato del Comune di Nonantola, che ha illustrato il significato della missione e gli incontri ufficiali svolti durante il viaggio.
Sono intervenute anche Stefania Lucenti e Barbara Maestri di Anni in Fuga APS, che hanno presentato alcuni dei principali progetti di cooperazione osservati nei campi profughi:
- il progetto Farmacia, dedicato alla produzione locale di medicinali, integrando pratiche di medicina moderna e tradizionale;
- il progetto Veterinaria, focalizzato su formazione e ricerca per la cura degli animali in condizioni ambientali estreme;
- il progetto Ceramica, volto alla formazione professionale e alla valorizzazione delle competenze artigianali;
- il progetto Scuola, al centro del percorso educativo e di autodeterminazione del popolo saharawi.
Presente anche Silvia Bellettini, presidente dell’Associazione Kabara Lagdaf, da anni impegnata nella promozione di iniziative di solidarietà internazionale e cooperazione con il popolo saharawi.
Castelfranco Emilia: istituzioni e volontariato insieme per non dimenticare
Il secondo incontro si è tenuto il 13 maggio presso la Pro Loco di Castelfranco Emilia, nell’ambito di una serata di approfondimento organizzata con il sostegno dell’amministrazione comunale.
Anche in questa occasione, l’iniziativa “Reportage dai campi Saharawi” ha registrato una forte partecipazione, confermandosi come momento di confronto e sensibilizzazione sulle condizioni di vita dei rifugiati saharawi nel deserto algerino.
Tra i relatori sono intervenuti Maria Costi, consigliera regionale dell’Emilia-Romagna, Ileana Borsari, Silvia Bellettini e il volontario dell’associazione Giordano Sternieri.
Al termine dell’incontro, sui propri canali social, l’assessora Borsari ha sottolineato il valore umano e istituzionale dell’esperienza nei campi profughi, ricordando come il popolo saharawi continui da mezzo secolo a vivere in condizioni difficili “con una dignità esemplare, in attesa di poter esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione”.
Sulla stessa linea il vicesindaco di Castelfranco Emilia, Alessandro Salvioli, che ha definito la serata “intensa e partecipata”, evidenziando l’importanza di mantenere alta l’attenzione su una causa che rischia spesso di essere dimenticata.
Salvioli ha inoltre richiamato il valore del patto di amicizia, attivo dal 2018, tra il Comune di Castelfranco Emilia e la città saharawi di Tifariti, sottolineandone la portata non solo simbolica ma anche concreta sul piano della solidarietà internazionale.
Cooperazione e sensibilizzazione: il progetto per la celiachia nei campi saharawi
Nel corso delle iniziative è stato inoltre richiamato l’impegno dell’onorevole Stefano Vaccari, che ha sottolineato l’importanza della Settimana Nazionale della Celiachia, occasione di informazione e sensibilizzazione su una patologia che richiede una rigorosa alimentazione senza glutine.
L’attenzione è stata estesa anche al contesto dei campi profughi saharawi, dove le condizioni di vita rendono particolarmente complesso l’accesso a prodotti alimentari specifici per i malati celiaci.
In questo ambito, l’associazione Kabara Lagdaf, in collaborazione con una realtà solidale di Livorno, porta avanti da anni un progetto di sostegno alle famiglie saharawi. Con un contributo annuale di 200 euro è possibile garantire aiuti economici e l’invio di alimenti privi di glutine per le persone affette da celiachia nei campi profughi.
Per informazioni e adesioni è disponibile il sito ufficiale: www.kabaralagdaf.it.
Le due iniziative promosse dall’Associazione Kabara Lagdaf confermano il ruolo centrale della rete tra istituzioni, associazionismo e volontariato come strumento di sensibilizzazione e cooperazione internazionale. Un impegno che continua a mantenere viva l’attenzione su un popolo che, da cinquant’anni, rivendica con dignità e determinazione il proprio diritto alla libertà e all’autodeterminazione.


