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Firenze: al Circolo SMS di Serpiolle una serata sul Sahara Occidentale tra memoria, diritti e solidarietà internazionale



Firenze, 16 maggio 2026 – Una serata intensa di testimonianze, immagini e approfondimenti dedicata alla storia e alla condizione del popolo saharawi si è svolta il 15 maggio presso il Circolo SMS di Serpiolle, nell’ambito del percorso culturale “Intrecci”.

L’incontro ha posto al centro una delle crisi politiche e umanitarie più lunghe e meno visibili del panorama internazionale: quella del popolo del Sahara Occidentale, da quasi cinquant’anni diviso tra i territori occupati e i campi profughi nel deserto algerino.

Nel corso della serata, Giulia Contini ha ripercorso il proprio avvicinamento alla causa saharawi, nato dall’incontro con Mohamed Dihani, oggi rifugiato politico in Italia dopo anni di persecuzioni. Da quell’esperienza è nata anche un’iniziativa di solidarietà organizzata la scorsa estate, dedicata ai prigionieri politici saharawi detenuti nelle carceri marocchine, spesso condannati al termine di processi contestati dalle organizzazioni internazionali per i diritti umani.

Durante l’iniziativa è stato inoltre proiettato un video di Mattia Baldini, autore del libro L’ultima colonia. Storia della lotta per l’autodeterminazione del popolo saharawi, che ripercorre le tappe storiche del conflitto e della lunga rivendicazione di autodeterminazione.

Un focus centrale è stato dedicato anche al tema delle risorse naturali nei territori occupati. Nel suo intervento, Simone Bolognesi ha denunciato lo sfruttamento delle risorse del Sahara Occidentale, sottolineando le implicazioni giuridiche e politiche della situazione.

«Parlare del Sahara Occidentale significa parlare di diritti negati e di legalità internazionale disattesa», ha dichiarato Simone Bolognesi. «Nei territori occupati vengono sfruttate risorse che appartengono al popolo saharawi, mentre nei campi profughi intere generazioni crescono in attesa di un referendum di autodeterminazione promesso dalle Nazioni Unite e mai realizzato. Continuiamo a costruire ponti di solidarietà attraverso progetti culturali, educativi e di cooperazione, perché il silenzio internazionale non cancelli la dignità e la storia di questo popolo».

Nel corso della serata è stato proiettato anche un secondo video, realizzato da Contini nei campi profughi saharawi, che ha restituito uno sguardo diretto sulle condizioni di vita nel deserto algerino, ma anche sulla forza della cultura saharawi, il ruolo centrale delle donne, la solidarietà comunitaria e la resilienza di una popolazione che continua a difendere la propria identità nazionale.

I relatori intervenuti hanno partecipato a una missione nei campi profughi saharawi nel febbraio 2026 e proseguono il proprio impegno di sensibilizzazione dell’opinione pubblica italiana sulla situazione del Sahara Occidentale.

All’incontro era presente anche Abdallahi Bucheiba rappresentante del Fronte Polisario in Toscana, che ha aggiornato il pubblico sul quadro politico attuale, evidenziando le difficoltà del processo di pace e denunciando lo stallo nell’attuazione degli accordi internazionali promossi sotto l’egida delle Nazioni Unite e dell’Unione Africana.

Una serata che ha intrecciato memoria, testimonianza e impegno civile, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione su una delle questioni irrisolte più durature della scena internazionale contemporanea.





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