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Sahara Occidentale, appello delle organizzazioni saharawi: Stop alla repressione contro giornalisti e attivisti



Sahara occidentale, 21 febbraio 2026 – Le principali organizzazioni saharawi per i diritti umani hanno lanciato un nuovo appello alla comunità internazionale chiedendo la cessazione immediata di ogni forma di persecuzione nei confronti dei professionisti dei media e degli attivisti impegnati nella difesa del diritto all’autodeterminazione, alla libertà e all’indipendenza del Sahara Occidentale occupato.

Le organizzazioni hanno inoltre sollecitato l’istituzione di un meccanismo internazionale indipendente e permanente incaricato di monitorare e riferire sulla situazione dei diritti umani nel territorio, denunciando la mancanza di strumenti di controllo efficaci e imparziali.

In una dichiarazione ufficiale, l’Associazione saharawi delle vittime di gravi violazioni dei diritti umani commesse dallo Stato marocchino (ASVDH) ha condannato quelle che ha definito “palesi violazioni” della libertà di movimento, di opinione e di espressione ai danni di giornalisti e difensori dei diritti umani saharawi.

Tra gli episodi citati figura la detenzione arbitraria, da parte delle forze di occupazione marocchine, delle giornaliste saharawi Hayat Khattari e Salha Boutenghiza, fermate martedì scorso a un posto di blocco situato a sud della città occupata di El Aaiún. Secondo quanto riferito, l’intervento sarebbe stato accompagnato da molestie e minacce di confisca del veicolo su cui viaggiavano. Le due giornaliste e i loro accompagnatori sarebbero stati trattenuti per quasi un’ora, in un clima di pressione e intimidazione che l’ASVDH ha definito indicativo di una repressione sistematica nei confronti di operatori dell’informazione e attivisti.

Analoga denuncia è stata espressa dal Collettivo dei difensori dei diritti umani saharawi nel Sahara occidentale (CODESA), che ha condannato il trattamento riservato agli attivisti saharawi nei territori occupati, evidenziando un’intensificazione delle restrizioni negli ultimi mesi.

Secondo il CODESA, le autorità di occupazione continuerebbero a perpetrare violazioni sistematiche con l’obiettivo di intimidire e scoraggiare i difensori dei diritti umani dall’esercitare il loro diritto legittimo alla libertà di espressione e alla riunione pacifica.

Nel rinnovare il proprio appello, il Collettivo ha chiesto alla comunità internazionale di garantire protezione ai difensori saharawi, porre fine a ogni forma di repressione e assicurare il rispetto degli obblighi previsti dal diritto internazionale in materia di diritti umani, inclusi il diritto alla libertà di espressione e quello alla riunione pacifica.

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