Algeri, 11 gennaio 2026 – In un clima di forte cooperazione e impegno civile, il Sig. Khatri Adouh, Ambasciatore della Repubblica Saharawi in Algeria e membro della Segreteria Nazionale del Fronte Polisario, ha ricevuto domenica 11 gennaio presso la sede diplomatica il Presidente dell’Organizzazione della Gioventù Algerina, il Sig. Mohsen Fares, alla guida di una delegazione ufficiale di dirigenti dell’organizzazione.
Focus sulla cooperazione giovanile:
Al centro dei colloqui è stata posta la storica relazione di fratellanza e solidarietà che unisce i popoli saharawi e algerino. Entrambe le parti hanno esplorato nuove prospettive di sviluppo per consolidare i legami esistenti, con un’attenzione specifica al ruolo cruciale delle nuove generazioni.
Il Sig. Mohsen Fares ha ribadito il fermo sostegno dell’organizzazione alla causa saharawi, delineando una strategia di collaborazione basata su:
- Eventi congiunti: Organizzazione di forum e programmi culturali e formativi.
- Sensibilizzazione: Campagne di informazione a livello nazionale e internazionale per dare voce alle rivendicazioni del popolo saharawi.
- Supporto attivo: Implementazione di attività pratiche volte a sostenere i giovani saharawi nelle loro sfide quotidiane.
La denuncia delle violazioni nei territori occupati:
Un momento significativo dell'incontro è stato dedicato all'analisi della situazione nei territori occupati del Sahara Occidentale. L’Ambasciatore Adouh ha presentato alla delegazione un quadro dettagliato e allarmante delle condizioni in cui vivono i giovani saharawi sotto l'occupazione marocchina.
"I giovani nei territori occupati sono quotidianamente bersaglio di pratiche repressive, sorveglianza costante e violazioni sistematiche dei diritti umani da parte degli apparati di sicurezza del Makhzen," ha dichiarato l’Ambasciatore, sottolineando l'importanza di rompere l'isolamento mediatico imposto dall'occupazione.
Prospettive future:
L'incontro si è concluso con l'impegno reciproco di tradurre le intenzioni espresse in piani d'azione concreti, rafforzando il ponte di solidarietà tra la gioventù dei due paesi come pilastro per la difesa del diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi.
