Sahara occidentale, 12 gennaio 2025 – L'Associazione Sahrawi dei Difensori dei Diritti Umani nel Sahara Occidentale (CODESA) ha rilasciato una ferma condanna a seguito dell’aggressione perpetrata dalle forze di sicurezza marocchine contro Khadijetu Douh, nota attivista e seconda vicepresidente dell'organizzazione. L'episodio, avvenuto nella città occupata di El Aaiún, è stato descritto come l'ennesimo tassello di una strategia di repressione sistematica volta a colpire le voci del dissenso saharawi.
Dinamica dell'intimidazione:
Secondo la nota ufficiale diffusa sabato dall'ufficio esecutivo del CODESA, l'attacco non è stato casuale. Le forze di occupazione avrebbero deliberatamente vandalizzato il veicolo privato di Douh utilizzando oggetti contundenti, provocando danni strutturali significativi. Per l'Associazione, la natura dell'atto è inequivocabile: si tratta di una ritorsione mirata e di una chiara politica di intimidazione finalizzata a scoraggiare l'impegno pacifico dei difensori dei diritti umani nei territori occupati.
Un contesto di violazioni sistemiche:
Il CODESA sottolinea come l’aggressione a Khadijetu Douh si inserisca in un quadro clinico di violazioni persistenti. In assenza di meccanismi di controllo e procedimenti penali contro gli abusi, giornalisti, attivisti e semplici cittadini saharawi continuano a subire:
- Persecuzioni e sorveglianza arbitraria.
- Molestie fisiche e psicologiche.
- Attacchi alle proprietà private e limitazioni alla libertà di movimento.
L'appello alla comunità internazionale:
L'organizzazione ha dichiarato le autorità marocchine direttamente responsabili dell'integrità fisica e della sicurezza di Douh e di tutti i militanti saharawi. La denuncia punta il dito contro quello che definisce un "preoccupante silenzio internazionale", che di fatto garantirebbe uno scudo di impunità alle forze di occupazione.
In conclusione, il CODESA ha rivolto un appello urgente alle Nazioni Unite e alle principali ONG globali per i diritti umani, avanzando due richieste fondamentali:
- L'istituzione di un meccanismo internazionale indipendente e permanente per il monitoraggio dei diritti umani nel Sahara Occidentale, colmando il vuoto di supervisione che differenzia questo territorio da altre zone di conflitto nel mondo.
- L'assunzione di responsabilità legali e morali da parte della comunità internazionale nei confronti di quella che viene definita "l'ultima colonia in Africa", onde evitare che il disprezzo per la giustizia internazionale mini definitivamente la stabilità della regione.
