New York (ONU), 13 ottobre 2025 — Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dovrebbe votare il 30 ottobre una nuova bozza di risoluzione che proroga per sei mesi, fino al 30 aprile 2026, il mandato della Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO).
Secondo fonti diplomatiche, gli Stati Uniti, che tradizionalmente redigono tutte le risoluzioni relative al Sahara Occidentale, hanno convocato per la prossima settimana una serie di negoziati preliminari su una bozza iniziale, seguiti da consultazioni bilaterali con i membri del Consiglio di Sicurezza. Solo successivamente Washington presenterà ufficialmente il testo definitivo.
Tuttavia, Russia e altri Paesi hanno già avanzato richieste di modifica, in gran parte ignorate dagli Stati Uniti, che intendono procedere con un testo sostanzialmente invariato. Resta dunque incerto se la Russia sosterrà la risoluzione o ricorrerà al veto.
Un contesto di tensione crescente:
La situazione nel Sahara Occidentale continua a deteriorarsi dal 13 novembre 2020, quando il Marocco ha inviato le proprie forze armate nella zona cuscinetto di Guerguerat, violando l’accordo di cessate il fuoco firmato nel 1991. In risposta, il Fronte Polisario ha dichiarato la ripresa della lotta armata, ponendo fine a quasi trent’anni di tregua.
Nel frattempo, la recente visita in Algeria di Massad Boulos, consigliere speciale del Presidente degli Stati Uniti, ha contribuito a riaccendere il dibattito internazionale sulla questione saharawi.
Alcuni membri del Consiglio ritengono che l’attuale fase del conflitto, insieme alle nuove dinamiche diplomatiche promosse dall’Inviato personale dell’ONU, Staffan de Mistura, richieda una revisione del mandato della MINURSO. Altri, invece, sostengono che non sia ancora il momento per introdurre modifiche sostanziali.
La posizione degli Stati Uniti e il ruolo di de Mistura:
Fonti diplomatiche consultate da ECSAHARAUI indicano che gli Stati Uniti non intendono introdurre nel testo elementi nuovi che riflettano l’evoluzione della situazione dal precedente rinnovo del mandato. La bozza dovrebbe accogliere con favore la recente visita di de Mistura nella regione e le sue consultazioni con le parti, sollecitando una “immediata ripresa del processo politico” sulla base dei progressi esistenti.
Sarà omesso ogni riferimento al piano marocchino di autonomia, segno della volontà americana di mantenere una formulazione neutrale e non provocare attriti diretti con la Russia o con il Fronte Polisario.
Durante la recente sessione dell’Assemblea Generale, de Mistura ha incontrato rappresentanti di Marocco, Mauritania e Algeria, oltre a un breve colloquio informale con il ministro degli Esteri saharawi, Mohamed Yeslem Beissat, e il rappresentante del Polisario presso l’ONU, Sidi Mohamed Omar. Tuttavia, secondo fonti interne, l’inviato ONU non dispone attualmente di una proposta concreta per sbloccare il processo politico, limitandosi a raccogliere informazioni sulle posizioni dei vari attori.
Sia il Marocco che il Fronte Polisario osservano con cautela l’evoluzione del testo: Rabat appare più sereno, mentre i rappresentanti saharawi restano diffidenti, soprattutto rispetto a eventuali riferimenti all’autonomia come unica soluzione politica.
Il nodo dei diritti umani:
La nuova bozza includerà un testo più incisivo sulla questione dei diritti umani, invitando le parti a “dare priorità agli sforzi per migliorare la promozione e la protezione dei diritti umani” nel Sahara Occidentale e nei campi profughi. Si tratta di un’evoluzione rispetto alle precedenti risoluzioni, che si limitavano a “incoraggiare” tali sforzi.
La Russia, tuttavia, ha chiesto di eliminare i termini “pragmatico, pratico e realistico” introdotti in passato dagli Stati Uniti nelle risoluzioni della MINURSO, giudicandoli contrari ai principi del diritto internazionale. Nonostante le obiezioni, il termine “realistico” dovrebbe restare nel testo finale.
Mosca ha già criticato in passato il linguaggio “sbilanciato” delle risoluzioni sul Sahara Occidentale, accusando Washington di voler orientare i negoziati in modo da legittimare la posizione marocchina e minare il principio di autodeterminazione sancito dalle Nazioni Unite.
Un voto non unanime in vista:
È improbabile che la risoluzione venga approvata all’unanimità. Dal 2017, Russia e Cina, insieme ad altri membri eletti del Consiglio, si sono spesso astenuti o hanno espresso riserve.
Le tensioni tra i membri permanenti potrebbero quindi tradursi in nuove divisioni al Consiglio di Sicurezza, con il rischio di rallentare ulteriormente un processo politico già paralizzato.
Mentre la MINURSO continua a operare con un mandato limitato e senza poteri di monitoraggio sui diritti umani, il popolo saharawi resta in attesa di ciò che l’ONU aveva promesso ormai oltre trent’anni fa: un referendum libero e trasparente sull’autodeterminazione.
