Algeri, 2 settembre 2025 – È stato presentato ad Algeri il nuovo libro dello scrittore saharawi Sayed Hamdi Yahdhih, intitolato “Il Regno del Marocco come modello di Stato terrorista... Una lunga storia di terrorismo globale nel Sahara Occidentale e nel mondo”. L’opera documenta i crimini commessi dal Marocco contro il popolo saharawi, evidenziando come il regime abbia adottato il terrorismo come strumento politico e mezzo di sopravvivenza.
La presentazione si è svolta lunedì durante una conferenza presieduto dall’Ambasciatore della Repubblica Saharawi in Algeria, Khatri Adouh, alla presenza di diplomatici, accademici e attivisti per i diritti umani.
Terrorismo di Stato e parallelismi con altri conflitti:
Nel volume, Yahdhih analizza il sostegno del Marocco al terrorismo organizzato, sia all’interno del Sahara Occidentale sia a livello internazionale. L’autore mette in luce parallelismi tra i crimini commessi dall’occupazione marocchina contro il popolo saharawi e le pratiche dell’entità sionista in Palestina, sottolineando come entrambi i regimi abbiano adottato metodi di repressione sistematica.
Secondo Yahdhih, il terrorismo marocchino non si è limitato ai confini saharawi, ma ha raggiunto l’Europa, con riferimento a gravi operazioni terroristiche avvenute in Spagna e Francia, eseguite da cittadini marocchini e funzionali a obiettivi politici.
Reti internazionali e nuove forme di terrorismo:
Il libro documenta inoltre la creazione, da parte del Marocco, di gruppi terroristici affiliati in diverse regioni del Levante e del Sahel, utilizzati come strumenti per proteggere traffici illeciti, diffondere instabilità e imporre agende politiche. Yahdhih denuncia anche l’uso di forme di terrorismo tecnologico e informatico, attraverso cui Rabat avrebbe spiato governi e personalità in Europa e Africa, con la complicità di stati e attori non statali considerati “canaglia”.
L’importanza del libro secondo il fronte saharawi:
Nel suo intervento, l’Ambasciatore Khatri Adouh ha sottolineato il valore del libro come strumento di denuncia delle violazioni sistematiche dei diritti umani nel Sahara Occidentale occupato. Ha ricordato che il Marocco continua a impedire l’accesso a osservatori internazionali, compresi parlamentari e rappresentanti di organizzazioni per i diritti umani.
Il diplomatico saharawi ha inoltre criticato l’atteggiamento di alcuni organismi internazionali, parlando di una “deliberata assenza” del Comitato Internazionale della Croce Rossa e della complicità silenziosa di vari governi che, a suo giudizio, hanno “abbandonato le proprie responsabilità” nella difesa dei diritti fondamentali del popolo saharawi.
