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Diritti umani nel Sahara Occidentale: L'avvocata norvegese chiede il rilascio dei prigionieri Saharawi



Ginevra, 18 settembre 2025 – In risposta a un recente rapporto delle Nazioni Unite, l'avvocata norvegese per i diritti umani Tone Sørfonn Moe ha lanciato un forte appello per il rilascio immediato dei prigionieri politici saharawi. La dichiarazione arriva in seguito alla presentazione, a Ginevra, del rapporto del Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria, che ha messo in luce la preoccupante situazione nel Sahara Occidentale.

Secondo la signora Moe, il Marocco "continua a ignorare le decisioni delle Nazioni Unite e a punire coloro che osano chiedere giustizia". Ha sottolineato che il rapporto ONU ha evidenziato casi emblematici come quelli di El-Hussein Bachir Brahim e del gruppo Gdeim Izik, simboli di un modello sistematico di violazioni dei diritti umani.


Repressione e Giustizia Negata:

L'avvocata ha osservato che la repressione nel Sahara Occidentale si manifesta attraverso "torture, processi iniqui e lunghe pene detentive" contro chiunque pratichi la resistenza pacifica. Questo schema di violazioni, ha aggiunto, è diventato una politica sistematica del Marocco, che utilizza la detenzione arbitraria come strumento per criminalizzare il dissenso.

Il rapporto del Gruppo di lavoro ONU ha confermato questa tendenza, sottolineando come alcuni stati, tra cui il Marocco, si rifiutino di rispettare le decisioni internazionali. Un'ulteriore grave preoccupazione è la prassi di rappresaglia subita dai prigionieri e dalle loro famiglie per aver collaborato con i meccanismi delle Nazioni Unite.


I Casi di El-Hussein e Gdeim Izik:

Il rapporto del gruppo di lavoro ha dedicato particolare attenzione a due casi:

El-Hussein Bachir Brahim: giovane studente e difensore dei diritti umani, è stato condannato a 12 anni di carcere dopo un processo ritenuto iniquo.

Il gruppo Gdeim Izik: i suoi membri continuano a subire ritorsioni per la loro collaborazione con le Nazioni Unite.

Questi episodi rappresentano la punta dell'iceberg di un sistema in cui i diritti politici, civili, culturali ed economici dei saharawi sono sistematicamente violati.


L'Appello alla Comunità Internazionale:

A fronte di queste evidenze, la signora Moe ha esortato il Consiglio per i diritti umani e i suoi Stati membri a prendere una posizione ferma. Ha ribadito che "la comunità internazionale deve chiedere l'immediato rilascio dei prigionieri politici saharawi, condannare l'uso della detenzione arbitraria come strumento di repressione e garantire l'assunzione di responsabilità per le violazioni".

Questo appello si unisce alle crescenti richieste da parte di organizzazioni internazionali e osservatori, che esortano il Marocco a rispettare i suoi obblighi in base al diritto internazionale e a porre fine alla repressione degli attivisti saharawi.

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