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CODESA incontra Amnesty International per denunciare le violazioni dei diritti umani nel Sahara Occidentale



Stoccolma (Svezia), 18 settembre 2025 – In occasione del cinquantesimo anniversario dell'invasione del Sahara Occidentale, una delegazione del Collettivo dei difensori saharawi dei diritti umani (CODESA) ha tenuto un importante incontro ufficiale a Stoccolma con i rappresentanti di Amnesty International. L'incontro, che si è svolto il 17 settembre 2025, è parte di un tour europeo mirato a sensibilizzare l'opinione pubblica sulle gravi condizioni del popolo saharawi.

La delegazione, composta dal presidente della Commissione per le Relazioni Estere, Mahayub Meiliha, e dal segretario generale, Abbeh Jameh, ha fornito ad Amnesty International un quadro dettagliato delle violazioni dei diritti umani perpetrate nei confronti dei civili saharawi. Hanno evidenziato un preoccupante peggioramento della situazione dal 13 novembre 2020, data in cui le forze di occupazione marocchine hanno violato l'accordo di cessate il fuoco.


Le Accuse del CODESA:

Durante l'incontro, il CODESA ha denunciato una serie di crimini e violazioni, tra cui:

Attacchi con droni: Attacchi indiscriminati che hanno causato la morte di civili saharawi e di persone provenienti da paesi limitrofi.

Confisca di terreni e risorse: La delegazione ha sottolineato la continua appropriazione illecita di terre e risorse naturali, in aperta violazione del diritto internazionale.

Torture e trattamenti disumani: Sono state riportate le condizioni spaventose dei prigionieri politici saharawi nelle carceri marocchine, dove sono sistematicamente sottoposti a torture, trattamenti degradanti e privati dei loro diritti più basilari.

Il CODESA ha ribadito che, nonostante mezzo secolo di occupazione, la determinazione del popolo saharawi a perseguire la propria lotta pacifica per la libertà e l'indipendenza non è venuta meno.


L'Appello alla Comunità Internazionale:

La delegazione ha rivolto un forte appello alla comunità internazionale, in particolare alle Nazioni Unite e alle organizzazioni per i diritti umani, affinché agiscano con urgenza. L'obiettivo è porre fine a queste violazioni, proteggere i civili e garantire il rilascio immediato e incondizionato di tutti i prigionieri politici.

L'incontro tra CODESA e Amnesty International rappresenta un passo significativo per attirare l'attenzione sulle sofferenze di un popolo la cui battaglia per l'autodeterminazione, sancita dal diritto internazionale, continua a essere ignorata. 

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