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Campi Bisenzio celebra la Liberazione con la mostra fotografica “I PRIGIONI” dedicata al popolo saharawi



Campi Bisenzio, 3 settembre 2025 – Nell’ambito delle celebrazioni per l’81° anniversario della liberazione di Campi Bisenzio dal nazifascismo, è stata inaugurata martedì 2 settembre la mostra fotografica “I PRIGIONI” dell’artista Andrea Sawyerr, promossa dal Comune in collaborazione con la Fondazione Accademia dei Perseveranti.

Il Comune di Campi Bisenzio, gemellato con il Daira di Bir Lehlu nei Campi Profughi Saharawi, ha scelto di legare la ricorrenza storica della Liberazione al tema attuale della lotta per l’autodeterminazione del popolo saharawi, riaffermando il proprio impegno di solidarietà internazionale.

Alla cerimonia di apertura sono intervenuti, Federica Petti, Vicesindaca di Campi Bisenzio, Simone Bolognesi, presidente di CittàVisibili APS, Nadia Conti, presidente della Rete Sahrawi, e Abdalahi Bucheiba, rappresentante del Fronte Polisario per la Toscana, che hanno sottolineato l’importanza della memoria storica e del sostegno delle comunità locali nel percorso verso l’indipendenza del Sahara Occidentale.

La mostra rimarrà aperta fino 15 settembre 2025 presso il Palazzo Comunale e nel foyer del Teatrodante Carlo Monni, nell’ambito della rassegna culturale “La Meglio Genía”

Attraverso immagini intense e suggestive, “I PRIGIONI. Lotta e libertà del popolo saharawi” racconta la dignità e la resistenza di un popolo che da decenni affronta occupazione e repressione, tracciando un filo diretto tra la memoria della Resistenza partigiana e le battaglie per la libertà che ancora oggi animano diversi popoli nel mondo.

L’iniziativa, realizzata con il sostegno di CittàVisibili APS, La Tenda che Sogna e altre realtà associative, vuole essere più di un semplice percorso espositivo: uno spazio di riflessione collettiva e di impegno civile.

“La memoria della nostra storia di liberazione – affermano gli organizzatori – si intreccia oggi con le lotte di chi ancora resiste all’oppressione. È un invito a conoscere, capire e scegliere di stare dalla parte dei diritti umani.”

La mostra rappresenta così un’occasione preziosa per cittadini e visitatori di avvicinarsi a una causa spesso dimenticata, attraverso il linguaggio universale della fotografia e nel segno di un legame ideale tra passato e presente.

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