Roma, 4 agosto 2025 – Da Nord a Sud, l’Italia si è tinta dei colori del deserto per celebrare la "Giornata della Cultura Saharawi", un’iniziativa diffusa che ha attraversato città e borghi con eventi, incontri e testimonianze all’insegna della solidarietà, della cultura e del diritto all’autodeterminazione.
Organizzata dalla Rete Italiana di Solidarietà con il Popolo Saharawi insieme alla Rappresentanza del Fronte Polisario in Italia, la manifestazione ha visto la partecipazione di istituzioni, associazioni, famiglie e cittadini, uniti dall’impegno comune nel sostenere una causa troppo spesso dimenticata.
Agropoli: la musica del deserto accende il Cilento
Sabato 2 agosto, Agropoli ha ospitato la Festa dell'Identità Saharawi, trasformando l’oratorio Padre Giacomo Selvi in uno spazio di dialogo interculturale.
L’evento, dell'Associazione Piccoli Ambasciatori di Pace, promosso da "Rete" insieme alle associazioni locali che accolgono i bambini saharawi, ha proposto musiche tradizionali, piatti tipici e racconti che hanno trasportato i presenti nel cuore del Sahara Occidentale.
Numerose le autorità presenti: il sindaco di Agropoli con l’amministrazione locale, il Console Generale dell’Algeria, rappresentanti del Ministero dell’Agricoltura Saharawi, insieme a figure del Rotary Paestum, della Lega Navale e di numerose associazioni territoriali.
Un’occasione per dare voce a un popolo che chiede pace, dignità e visibilità.
Villa Sesso (RE): cultura, sport e identità sotto le stelle
Sempre il 2 agosto, la parrocchia di Villa Sesso ha accolto i Piccoli Ambasciatori di Pace provenienti dai campi profughi di Tindouf.
La serata si è aperta con danze, artigianato, la cerimonia del tè e una mostra fotografica. Al centro dell’evento: la resilienza dei giovani saharawi raccontata attraverso video e documentari, tra cui Twiza e il progetto Jalla Gumu.
La presidente di Jaima Sahrawi ODV, Ughetta Longhi, ha condiviso il palco con attiviste e volontarie in un incontro carico di significato. Una cena condivisa ha suggellato il legame tra le famiglie ospitanti e la comunità saharawi, in un gesto semplice ma potente.
Grassina (FI): la cultura come atto di resistenza
Alla Casa del Popolo di Grassina, la cultura è diventata dichiarazione politica.
"Esistere è già resistere", hanno ricordato gli organizzatori dell’evento promosso da SaharawInsieme Odv, Comitato Selma e CittàVisibili APS.
La serata è stata animata da musiche, danze e parole forti contro le politiche di occupazione e repressione.
Interventi istituzionali da parte di Serena Spinelli (Regione Toscana), Francesco Pignotti (Sindaco di Bagno a Ripoli) e Laura Cioni (Vice sindaca di Impruneta) hanno ribadito l’impegno per il diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi.
Bedonia (PR): giochi e canti per seminare speranza
A Bedonia, i bambini saharawi ospitati dall’associazione Help for Children Parma sono stati protagonisti di una giornata fatta di giochi, musica e convivialità.
L’iniziativa, organizzata da “La Rete” e coordinata dal gruppo “Bedonia Accoglie”, ha coinvolto l’intera comunità in un abbraccio di accoglienza e conoscenza.
I giochi saharawi, realizzati con sabbia, legno e sassi, hanno trasmesso l’essenza semplice e creativa di un popolo fiero della propria cultura.
Un volontario ha sintetizzato l’essenza dell’evento: «Non è solo una festa. È un ponte tra mondi, costruito con empatia».
Nonantola (MO): una comunità in festa per la libertà
La città di Nonantola ha ospitato la Giornata della Cultura Saharawi presso la polisportiva locale, grazie al supporto dell’associazione Kabara Lagdaf e dei volontari di Anni in fuga.
La Sindaca Tiziana Baccolini, l’Assessora Ileana Borsari e Don Alberto Zironi hanno partecipato attivamente, sottolineando l'importanza del coinvolgimento civico.
Dopo la cena condivisa, musica, tè e balli hanno chiuso una serata sentita e partecipata.
«Accogliere questi bambini significa anche riconoscere una lotta che dura da troppo tempo», ha ricordato la sindaca.
Anguillara Sabazia (RM): un invito alla conoscenza
Anche Anguillara ha partecipato al coro nazionale di solidarietà, grazie all’impegno dell’associazione ASAPS.
L’iniziativa del 3 agosto, svoltasi presso l’Oratorio Regina Pacis, ha proposto una cena comunitaria, musica saharawi e spazi di confronto aperti a tutti.
L’evento è stato un invito a scoprire un popolo che, pur vivendo in esilio, custodisce con fierezza le proprie tradizioni, trasformando ogni incontro in un messaggio di pace.
Castenaso (BO): laboratori, arte e diplomazia
Nel Bolognese, la Parrocchia Madonna del Buonconsiglio ha ospitato una delle tappe più partecipate.
Dai laboratori artistici per bambini ai momenti di scambio con i Piccoli Ambasciatori di Pace, l’evento dell'Associazione El Ouali ha coinvolto famiglie, istituzioni e volontari.
La presenza di Fatima Mahfoud, rappresentante del Fronte Polisario in Italia, e di un artista saharawi ha dato voce autentica alla cultura del deserto.
Tra i presenti, anche il vice console algerino, l’assessora comunale e la vice sindaca di Sala Bolognese.
Un messaggio che attraversa l’Italia:
Tutte queste iniziative, diverse nei contesti ma unite nello spirito, hanno lanciato un unico appello: sostenere il popolo saharawi nella sua lotta pacifica per il riconoscimento, l’autodeterminazione e la dignità.
Lo slogan che ha attraversato ogni manifestazione – "Per una soluzione giusta e definitiva per il popolo saharawi" – ha sintetizzato l’essenza di questa mobilitazione collettiva.
Attraverso la cultura, la festa e la condivisione, l’Italia ha costruito un ponte di solidarietà che continua a crescere, forte delle sue radici umane e della volontà di non voltarsi dall’altra parte.