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Il Fronte Polisario negli Stati Uniti per colloqui sul Sahara Occidentale: tra indiscrezioni, diplomazia e ruolo di Washington



Sahara occidentale, 17 gennaio 2026 — Negli ultimi giorni sono circolate notizie contrastanti su un possibile incontro diplomatico tra il Fronte Polisario e il Marocco, da tenersi negli Stati Uniti, nel quadro del processo politico sul Sahara Occidentale. Se inizialmente tali informazioni erano prive di conferma ufficiale, fonti diplomatiche saharawi hanno ora confermato che una delegazione del Fronte Polisario si recherà negli Stati Uniti per colloqui preliminari con l’amministrazione statunitense.

Secondo una fonte saharawi di alto livello citata da ECS, la delegazione, composta da Mohamed Yeslem Beisat, Sidi Mohamed Omar e Mouloud Said, parteciperà a incontri volti a discutere garanzie politiche e un pacchetto di proposte finalizzate a sbloccare l’attuale impasse nel conflitto del Sahara Occidentale, nell’ambito degli sforzi diplomatici promossi dall’amministrazione del presidente Donald Trump.

Incontro a quattro in preparazione:

La stessa fonte ha precisato che gli Stati Uniti hanno esteso inviti ufficiali al Marocco, all’Algeria e alla Mauritania all’inizio di dicembre 2025, mentre l’invito al Fronte Polisario è stato trasmesso all’inizio di gennaio 2026, con l’obiettivo di organizzare un incontro a quattro entro la fine di questo mese. Ai colloqui dovrebbero partecipare, per la parte statunitense, il Segretario di Stato Marco Rubio, Massad Boulos e Steve Witkoff.

Nonostante ciò, resta fermo il principio ribadito dalla parte saharawi secondo cui qualsiasi negoziato formale potrà avvenire solo sotto l’egida delle Nazioni Unite, con garanzie di imparzialità e nel pieno rispetto del diritto internazionale. Il Fronte Polisario continua infatti a sottolineare che il processo politico rimane bloccato e che non prenderà parte a iniziative che si discostino dal quadro giuridico internazionale.

Il ruolo degli Stati Uniti e le riserve saharawi:

La scelta degli Stati Uniti come principale mediatore e possibile paese ospitante dei colloqui si inserisce nel crescente coinvolgimento di Washington nella questione del Sahara Occidentale, soprattutto dopo il suo sostegno dichiarato al piano di autonomia proposto dal Marocco. Una posizione che ha suscitato forti riserve da parte del Fronte Polisario, il quale ritiene che tale approccio non garantisca il diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi.

Secondo fonti occidentali, al momento Rabat non avrebbe ancora presentato un piano concreto e dettagliato, nonostante le pressioni di Stati Uniti e Francia affinché il Marocco presenti una versione ampliata e più definita della sua proposta di autonomia. La delegazione marocchina dovrebbe essere guidata dal Ministro degli Esteri Nasser Bourita.

Verso possibili negoziati formali:

Le fonti indicano che eventuali negoziati formali potrebbero iniziare prima di marzo 2026 e svolgersi in Florida, stato di residenza del presidente Trump. Nel corso degli incontri a Washington, la delegazione saharawi cercherà in particolare di ottenere chiarimenti sulla posizione del Marocco rispetto alle iniziative diplomatiche statunitensi.

Un diplomatico saharawi, che ha chiesto di restare anonimo, ha affermato che il Fronte Polisario ha già completato l’elaborazione di un “pacchetto di proposte” volto a rilanciare il processo negoziale dopo decenni di conflitto. Secondo i leader saharawi, il movimento resta disponibile a raggiungere una soluzione politica giusta e duratura, mentre l’attuale mancanza di progressi viene attribuita alla posizione di stallo mantenuta dal Marocco.

Il Fronte Polisario ribadisce infine che qualsiasi accordo futuro dovrà garantire il libero, genuino e democratico esercizio del diritto all’autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale, in conformità con le risoluzioni delle Nazioni Unite e il diritto internazionale.

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