Reggio Emilia, 4 agosto 2025 – In occasione della Giornata della Cultura Saharawi, decine di città italiane hanno ospitato tra l’2 e il 3 agosto eventi, incontri e celebrazioni promossi dalla Rete Saharawi e dalla Rappresentanza del Fronte Polisario in Italia. L’iniziativa, giunta ormai alla sua seconda edizione nazionale, ha avuto l’obiettivo di diffondere la conoscenza delle tradizioni, della storia e della resilienza del popolo saharawi, offrendo spazi di riflessione e solidarietà concreta.
La giornata si inserisce all’interno del progetto di accoglienza estiva “Piccoli Ambasciatori di Pace”, attivo sin dal 1982, che ha permesso a oltre tremila bambine e bambini provenienti dai campi profughi saharawi in Algeria di trascorrere le estati in Italia, creando legami duraturi con famiglie, enti locali e associazioni. Dal 2024, il primo sabato di agosto è stato ufficialmente scelto per celebrare la Giornata della Cultura Saharawi, valorizzando l’identità millenaria di questo popolo e il suo diritto all’autodeterminazione.
Una rete di eventi da Nord a Sud:
Le celebrazioni si sono tenute in Emilia-Romagna, Campania, Lazio, Toscana e in molte altre regioni, grazie all’impegno di associazioni locali, enti istituzionali e volontari:
- Emilia-Romagna: a Nonantola (Modena) con l’Associazione Kabara Lagdaf; a Sesso (Reggio Emilia) con l’Associazione Jaima Sahrawi; a Bedonia (Parma) con Help for Children Parma; e il 3 agosto a Castenaso (Bologna) con l’Associazione El Ouali–Bologna, che ha organizzato laboratori artistici e musicali con i bambini saharawi e una cena saharawi tradizionale con cous cous e tè, alla presenza della rappresentante del Fronte Polisario in Italia Fatima Mahfoud, del viceconsole algerino a Milano, dell’assessora comunale di Castenaso e della vicesindaca di Sala Bolognese Eleonora Riberto.
- Campania: ad Agropoli (Salerno), presso l’Oratorio Padre Giacomo Selvi, l’evento ha visto la partecipazione del Console Generale dell’Algeria a Napoli, del responsabile del Ministero dell’Agricoltura Saharawi Taleb Brahim Elkhalil e della Rappresentante del Fronte Polisario in Italia, con un’ampia partecipazione cittadina, istituzionale e associativa.
- Lazio: il 2 agosto a Nerola (Roma) grazie all’Associazione Nerola ed Acquaviva per la Tradizione e il Futuro, e il 3 agosto ad Anguillara (Roma), presso l’Oratorio Regina Pacis, con l’organizzazione di A.S.A.P.S.
- Toscana: a Grassina (Bagno a Ripoli, Firenze), presso la Casa del Popolo, con il supporto delle associazioni Comitato Selma, Saharawinsieme, CittàVisibili e la Rete Saharawi.
Cultura come strumento di resistenza:
La Giornata della Cultura Saharawi è un momento per rinnovare l’impegno verso una causa troppo spesso dimenticata. Come affermato in un passaggio significativo del comunicato ufficiale della Rete Saharawi:
“Non può esserci vera solidarietà senza un impegno costante per la giustizia. Questo significa lottare contro le ingiustizie sociali, economiche e politiche che affliggono il mondo, cercando di costruire una società più equa e giusta per tutti.”
Emblematica è anche l’immagine della cerimonia del tè saharawi, che racchiude in sé i tre pilastri della lotta di questo popolo:
- Il fuoco (jimmar): la forza della volontà e della resistenza
- La compagnia (jama’): la solidarietà e la condivisione
- Il tempo (jar): l’impegno costante e la perseveranza
Una solidarietà che non si spegne:
La Rete Saharawi ha ribadito che continuerà a lavorare per tenere viva la memoria e sostenere la causa del popolo saharawi attraverso progetti di cooperazione, accoglienza e diffusione culturale.
Con gesti semplici ma carichi di significato, come l’ascolto, l’ospitalità e la condivisione del tè, l’Italia ha dimostrato ancora una volta di essere al fianco del popolo saharawi nella sua lunga lotta per la libertà e la giustizia.
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