Yokohama, 23 agosto 2025 – Il 9° Vertice della Conferenza Internazionale di Tokyo sullo Sviluppo Africano (TICAD) si è concluso venerdì 22 agosto a Yokohama, in Giappone, con un forte messaggio di unità continentale. L'evento ha ribadito il rifiuto di qualsiasi tentativo di dividere l'Africa, un punto emerso con particolare evidenza durante l'adozione della Dichiarazione finale.
Il vertice, presieduto dal Primo Ministro giapponese Shigeru Ishiba e dal Presidente angolano João Manuel Gonçalves Lourenço, attuale Presidente dell'Unione Africana, ha riunito rappresentanti di alto livello, tra cui Mahmoud Ali Youssouf, Presidente della Commissione dell'Unione Africana, Cristina Duarte, Rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per l'Africa, e delegati di UNDP e della Banca Mondiale.
La Dichiarazione di Yokohama, adottata all'unanimità, ha sottolineato il partenariato tra il Giappone e gli Stati membri dell'Unione Africana. Un punto di particolare rilievo, che ha generato tensione, è stato il primo paragrafo del testo, che menzionava esplicitamente l'Unione Africana come co-organizzatore, insieme a Nazioni Unite, UNDP e Banca Mondiale.
Marocco in una posizione isolata:
Nonostante le ripetute obiezioni del Marocco, il paragrafo è stato mantenuto e approvato da tutti i partecipanti. Questo ha lasciato il Marocco in una posizione isolata, con la sua richiesta considerata irrealistica e in malafede nei confronti dell'unità africana. L'esito del voto ha confermato che la comunità internazionale e i leader africani respingono ogni tentativo di minare la coesione del continente.
La Repubblica Saharawi ha partecipato al vertice con una delegazione guidata dal Primo Ministro Bouchraya Hammoudi Bayoun, insieme al Ministro degli Affari Esteri Mohamed Yeslem Beissat e all'Ambasciatore Lamine Baali, consolidando ulteriormente la sua presenza e il suo ruolo nel contesto africano e internazionale.
Il 9° Vertice TICAD ha quindi segnato una tappa importante, non solo per il rafforzamento delle relazioni economiche e di sviluppo tra Giappone e Africa, ma anche come una chiara affermazione dell'indivisibilità e della forza dell'unità africana.
