Yokohama, 22 agosto 2025 – La Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) ha consolidato con forza la propria legittimità internazionale partecipando al 9° Vertice della Conferenza internazionale di Tokyo sullo sviluppo africano (TICAD 9), ospitato a Yokohama dal 20 al 22 agosto. L’evento, che ha riunito i capi di Stato e di governo africani insieme al Primo Ministro giapponese, ha riaffermato la piena sovranità e il riconoscimento della RASD come membro a pieno titolo dell’Unione Africana.
In rappresentanza del Presidente della Repubblica e Segretario generale del Fronte Polisario, Brahim Ghali, il Primo Ministro Bouchraya Hammoudi Beyoun ha preso parte al vertice, accompagnato dal Ministro degli Affari Esteri e degli Affari Africani, Mohamed Yeslem Beissat, e dall’Ambasciatore rappresentante permanente presso l’Unione Africana, Lamine Baali.
Un segnale inequivocabile di legittimità internazionale:
La presenza della delegazione saharawi nella sessione di apertura, accanto al Primo Ministro giapponese e al Presidente dell’Angola, attuale leader dell’Unione Africana, rappresenta un atto politico di grande rilievo. Non solo conferma la solidità della RASD come Stato membro dell’UA, ma smonta le campagne di disinformazione e i tentativi del Marocco di ostacolarne la partecipazione.
Il summit, organizzato con lo slogan “Cooperare per trovare soluzioni innovative con l’Africa”, ha messo al centro tre temi fondamentali, tra cui lo sviluppo delle risorse umane attraverso programmi congiunti tra Africa e Giappone, come l’iniziativa ABE 4.0. Questo programma offre a giovani africani l’opportunità di studiare nelle università giapponesi e svolgere tirocini presso aziende locali, con l’obiettivo di rafforzare le competenze necessarie alla crescita dei rispettivi paesi.
Marocco isolato e nuova sconfitta diplomatica:
Ancora una volta, il Marocco ha cercato di ostacolare la partecipazione saharawi, facendo leva sul proprio ambasciatore presso l’Unione Africana. Tuttavia, la risposta della Commissione UA è stata ferma: le questioni interne vanno discusse all’interno delle istituzioni africane, non nei forum di cooperazione internazionale.
Il tentativo di Rabat di inserire all’ordine del giorno punti volti a contestare la presenza della RASD è fallito sia a livello ministeriale che tra gli alti funzionari. Ad appoggiarlo soltanto Eswatini e Malawi, mentre la stragrande maggioranza degli Stati africani ha ribadito il principio del rispetto delle decisioni dell’Unione Africana.
Il Giappone, da parte sua, ha garantito misure di sicurezza speciali alla delegazione saharawi, compresa la protezione del simbolo nazionale della RASD, dopo il tentativo di sabotaggio marocchino durante la precedente edizione della TICAD. Un gesto che ha sottolineato la volontà di Tokyo di rispettare i protocolli africani senza compromessi.
Una realtà politica inamovibile:
La partecipazione della Repubblica Saharawi al TICAD 9 dimostra che la sua presenza nello scenario politico internazionale non è negoziabile. La nuova Commissione dell’Unione Africana, guidata da Mahamoud Ali Youssouf, ha rimarcato che “l’era del ricatto politico è finita” e che l’unità africana si fonda sul rispetto delle regole comuni.
Per la RASD, questa tappa segna una vittoria politica e diplomatica di portata storica: non più soltanto un’aspirazione, ma una realtà consolidata e riconosciuta. Per il Marocco, al contrario, si tratta dell’ennesima battuta d’arresto, che lo lascia ancora una volta isolato e delegittimato nelle sue pretese.
