Boumerdès, 4 agosto 2025 – L'Università Mohamed Bougara di Boumerdès ha dato il via alla tredicesima edizione dell'Università estiva per i dirigenti del Fronte Polisario e dello Stato Saharawi. L'evento, che durerà fino al 13 agosto, è dedicato al martire Dah Bendir Burhah e si svolge all'insegna dello slogan "Lotta e sacrificio per raggiungere l'indipendenza e la libertà".
La Solidarietà Alergerina: Un Sostegno Incrollabile
L'inaugurazione ha visto la partecipazione di numerose figure di spicco, tra cui il Primo Ministro saharawi, Bouchraya Hammoudi Bayoun, e il presidente dell'evento, Mrabih Mami. Erano presenti anche rappresentanti del parlamento algerino, partiti politici, il corpo diplomatico e la società civile.
Nel suo discorso, Mrabih Mami ha espresso la sua profonda gratitudine alle autorità di Boumerdès per l'accoglienza, sottolineando come questa iniziativa rifletta il costante e saldo supporto dell'Algeria alla causa saharawi. Un sentimento ribadito dal Dr. Said Ayachi, presidente del Comitato Nazionale Algerino di Solidarietà con il Popolo Saharawi, che ha enfatizzato la comune storia di lotta contro il colonialismo.
Un Fronte Unito per l'Autodeterminazione:
L'evento è stato un'opportunità per i partiti politici algerini di rinnovare il loro pieno e incondizionato sostegno alla lotta del popolo saharawi. Esponenti di diversi partiti, tra cui il Fronte del Futuro e il Raggruppamento per la Speranza in Algeria, hanno riaffermato il loro impegno a favore dell'espulsione dell'occupazione marocchina, in linea con le risoluzioni internazionali.
Anche le organizzazioni della società civile e la governatrice di Boumerdès, Fawzia Naama, hanno espresso la loro solidarietà, sottolineando che il diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi è garantito dalle carte delle Nazioni Unite e dalle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza.
Le Crisi del Marocco e la Forza Saharawi:
Il Primo Ministro Bouchraya Hammoudi Bayoun ha offerto una prospettiva critica sulla situazione del Marocco, evidenziando il suo crescente isolamento internazionale e le profonde crisi interne. Ha descritto una nazione in difficoltà, afflitta da instabilità economica e malcontento popolare, con l'accusa di sostenere il terrorismo e il narcotraffico nella regione del Sahel. Bayoun ha anche condannato fermamente la normalizzazione del Marocco con Israele, definendola una "mossa vergognosa" che minaccia la stabilità del Nord Africa.
Al contrario, ha presentato l'Algeria come una potenza regionale in ascesa, un modello di forza diplomatica, economica e militare che sostiene attivamente le cause giuste a livello mondiale.
Il Primo Ministro ha concluso il suo intervento con un messaggio di speranza e determinazione, affermando che il popolo saharawi non si arrenderà nella sua ricerca di libertà e indipendenza. Ha ribadito l'impegno a costruire uno stato libero che contribuisca al progresso dell'Africa e alla creazione di un mondo più giusto. La soluzione, ha sostenuto, risiede in un accordo democratico e credibile sotto l'egida delle Nazioni Unite, che rispetti il diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione.
